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A2A scommette sul green

La sostenibilità è al centro del piano strategico al 2030 di A2A, il primo del gruppo con un orizzonte decennale. Sono previsti 16 miliardi di euro di investimenti, di cui 6 mld per l’economia circolare e 10 per la transizione energetica del paese, a supporto della decarbonizzazione e dell’elettrificazione dei consumi. «Un nuovo piano che segna un punto di svolta per A2A», ha commentato l’a.d. Renato Mazzoncini. «Coniugando coraggio e concretezza perseguiamo obiettivi di sostenibilità sfidanti e target economici di crescita molto importanti per il gruppo, che si affaccia al mercato europeo».

Con il piano Life is our Duty (la vita è il nostro dovere) A2A punta a un riposizionamento strategico e culturale da multiutility a life company, trasformando l’azienda da operatore territoriale con 2,9 milioni di clienti a player nazionale con 6 milioni di clienti entro il 2030. Con 6 miliardi a disposizione per l’economia circolare sono previste azioni strategiche volte a una crescita nel recupero di materia e di energia dai rifiuti e alla riduzione degli sprechi (perdite idriche, calore di scarto). Nel settore ambientale il gruppo intende evolvere da leader italiano ad attore di rilevanza europea. Sono previsti la dismissione degli impianti a carbone entro il 2022 e lo sviluppo di nuove fonti rinnovabili che contribuiranno al 58% della produzione di energia. La capacità di generazione da fonti rinnovabili arriverà a 5,7 gigawatt grazie a oltre 4 miliardi di investimenti e acquisizioni. Le due tecnologie su cui si concentreranno gli investimenti saranno quella solare e quella eolica, anche grazie a un contributo da operazioni m&a nei primi anni di piano per creare una piattaforma di sviluppo. A2A, inoltre, intende promuovere la decarbonizzazione del settore automobilistico attraverso la mobilità elettrica, con l’obiettivo di installare oltre 6 mila punti di ricarica per i veicoli.

Sul fronte finanziario sono attesi un ebitda più che raddoppiato a oltre 2,5 miliardi e un utile netto in crescita di oltre l’8% medio annuo. Il dividendo 2020 sarà di almeno 8 centesimi per azione rispetto ai 7,75 dell’esercizio precedente. Quindi la cedola ammonterà ad almeno 8,20 centesimi nel 2021 e a 8,50 cent l’anno successivo. In seguito la crescita minima sarà del 3% all’anno.

A2A ha introdotto un modello operativo che prevede semplificazione, una corporate più leggera e la decentralizzazione. La principale novità è la riduzione delle business unit da cinque a tre: energia, ambiente, reti. In cantiere ci sono anche un digital plan, che permetterà di inserire il digitale in tutte le attività del gruppo, e l’assunzione di 6 mila addetti.

Mazzoncini ha precisato che nelle rinnovabili sono previsti 4,1 miliardi di investimenti, di cui il 12% in m&a (poco più di 400 milioni) e che l’obiettivo è investire in piattaforme di sviluppo. L’m&a sarà per il 70% in Italia: «Stiamo facendo ancora scouting per capire quali sono i paesi interessanti per lo sviluppo delle rinnovabili all’estero». Nella gestione dei rifiuti «osservato speciale è la Spagna e pensiamo a partnership locali, anche per ridurre il rischio autorizzativo». Per quanto riguarda il 2020, ha aggiunto l’a.d., «ci aspettiamo risultati più solidi del previsto».

A piazza Affari A2A ha chiuso in progresso del 3,43% a 1,37 euro.

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