Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

A2A pronta ad accogliere un nuovo socio in Edipower

Sul tavolo della nuova A2A c’è già un primo dossier: la ricerca di un partner per Edipower. Ieri Pippo Ranci, il “tecnico” chiamato alla presidenza del consiglio di sorveglianza, ha ufficialmente nominato il board di 8 manager che guiderà l’azienda per i prossimi tre anni. Per la super-utility Milano-Brescia guidata dal duo Ravanelli-Rossetti e presieduta da Graziano Tarantini la novità è stata l’ingresso dei consiglieri espressione della giunta Pisapia, dove il nome di maggior spicco è l’ex manager Eni e Benetton Stefano Cao.
I nuovi manager saranno chiamati a decidere se aprire il capitale della nuova Edipower a un socio finanziario che, entrando con una quota tra il 5 e il 10%, fornirà risorse fresche per alleggerire il debito (attorno a 1 miliardo di euro) ma anche per finanziare lo sviluppo della società. L’ipotesi, anticipata dall’agenzia Radiocor-Il Sole 24 Ore, è stata messa nero su bianco dall’assemblea straordinaria di Edipower, riunitasi lo scorso 24 maggio, che ha dato delega al cda per ricapitalizzare fino a 300 milioni di euro nei prossimi 18 mesi. Chiaramente oggi non c’è alcuna certezza che verrà intrapresa questa strada, ma il fatto che l’eventuale ricapitalizzazione sarà riservata a investitori finanziari – con l’obiettivo, si legge, di «procurarsi nuove risorse per rafforzare la situazione patrimoniale al fine di ridurre l’esposizione debitoria» – dimostra come il socio di controllo A2A abbia già ben chiaro il percorso futuro della ex genco Enel. Del resto, era stata la stessa multiutility lombarda, durante la complessa trattativa con Iren per la governance di Edipower, a ottenere la facoltà di aprire il capitale a un socio senza il bisogno di maggioranze qualificate in cda. Al di là dell’indicazione dell’assemblea, l’importo dell’eventuale operazione verrà stabilito al momento opportuno in base al valore di Edipower anche se A2A, attualmente al 56%, pone come condizione inderogabile la conservazione della maggioranza assoluta, cioè almeno il 50,1%. L’ingresso di un nuovo socio potrebbe peraltro avvenire in un contesto più ampio di revisione delle geometrie del gruppo, che tra gli azionisti minori vede Dolomiti Energia, Sel, Fondazione Crt, Bpm e Mediobanca. A2A e Iren hanno infatti firmato clausole di put&call (acquisto e vendita), per il 2013 e il 2014, che hanno per oggetto il 21% in mano a Iren e due impianti, Turbigo e Tusciano.
In una Edipower probabilmente destinata, nel medio periodo, a essere assorbita da A2A (che già oggi consolidandola è il secondo operatore nazionale), l’entrata di un socio finanziario ha comunque una logica chiara. Da una parte il nuovo investitore godrà di una remunerazione pressoché certa del capitale, dall’altra si potrà allentare la pressione sul debito da 1 miliardo e finanziare la ristrutturazione di impianti obsoleti. Nei mesi scorsi è stato fatto più volte il nome del Fondo strategico italiano, ma la creatura della Cdp in realtà sembra molto più interessata a sostenere progetti di ampio respiro, quale potrebbe essere una fusione tra A2A e Iren e la creazione di quella grande multiutility del Nord che piace a tanti ma che stenta a decollare. Sul dossier, descritto nei dettagli da uno studio di McKinsey per il ministero dello Sviluppo Economico, risulta molto attivo il ministro Corrado Passera. Con il riassetto, infatti, il debito della nuova entità calerebbe da cinque a tre volte sul margine operativo lordo, mentre l’azionariato risulterebbe equamente suddiviso tra Comuni, Fsi e mercato. Poi, i soci pubblici dovrebbero diluirsi ulteriormente rilevando la proprietà delle reti locali.
In attesa di capire quali saranno le prime mosse del nuovo corso, in A2A arriva l’austerity: Milano aveva più volte puntato il dito contro i compensi e ieri il nuovo cdg ha preso alla lettera le richieste dei soci, tagliando il monte remunerazioni, del 30% quello complessivo del board, del 50% quelle di presidente e vice-presidente.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa