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A2A, profitti triplicati e nozze

Forte balzo dell’utile netto di A2A nel 2016: quello consolidato è triplicato a 224 milioni di euro contro i 73 dell’anno precedente. Il risultato netto ordinario, che non considera le operazioni straordinarie, è stato di 377 mln (278 mln). All’assemblea verrà proposta la distribuzione di un dividendo di 4,92 centesimi di euro per azione, in crescita del 20%, per un importo complessivo pari a 153 mln.

La capogruppo ha realizzato un utile netto di 274,1 milioni rispetto al rosso di 73,5 milioni del 2015. Tra gli altri dati del consolidato, i ricavi sono migliorati del 3,5% a 5,093 miliardi, il margine lordo è cresciuto del 17,5% a 1,231 miliardi e il risultato operativo netto è passato da 215 a 456 milioni. Gli investimenti sono ammontati a 424 milioni (+35%). La posizione finanziaria netta è salita da 2,897 a 3,136 miliardi di euro.

Nell’ambito del piano industriale 2017-2021 la multiutility prevede di investire 2,75 miliardi, 500 milioni in più rispetto al 2016-2020. Tra gli altri obiettivi figurano l’aumento dell’utile netto a 470 milioni, un mol di 1,38 miliardi e il miglioramento della posizione finanziaria netta a 2,5 mld. Per quanto riguarda il dividendo, l’obiettivo è raggiungere 7,5 centesimi. Il piano non incorpora iniziative di crescita esterna e di ulteriore efficienza dei costi. Il 90% degli investimenti sarà finalizzato al sostegno nei business regolati e quasi regolati. Il 53% andrà alle reti di distribuzione e al teleriscaldamento, il 25% all’ambiente. Nel retail si prevede un aumento di 150 mila clienti all’anno a mercato libero. A2A intende realizzare un miglioramento di 100 milioni a livello di mol e la politica dei dividendi prevede un payout minimo del 60% negli anni successivi al 2019.

L’a.d. Valerio Camerano ha parlato di «un anno con risultati positivi» e di un utile netto «molto rilevante». Ma gli occhi sono puntati soprattutto sui piani di aggregazione. Nello scorso fine settimana A2A ha firmato una lettera di intenti con quattro utility lombarde: Varese, Como-Monza, Valtellina e Lecco. Il presidente Giovanni Valotti ha confermato che l’obiettivo è arrivare alle prime proposte nell’arco di qualche mese: «È una lettera non vincolante, ma c’è un impegno in tempi brevi a delineare i contorni di un progetto di integrazione. Quali saranno le caratteristiche del progetto e il ruolo di A2A è oggetto del tavolo, quindi non siamo in grado di dirlo. A2A fa crescere le aziende di media dimensione: non le ingloba, ma dà il carburante per la crescita. Il nostro modello è chiaro. La nostra è un’offerta aperta a tutte le aziende interessate: se ve ne saranno altre, saremo felici di sederci al tavolo e discutere».

A Piazza Affari il titolo della multiutility ha ceduto il 2,68% a 1,38 euro. Un gestore ha spiegato che si è verificato il classico sell on news (vendite sulle notizie) dopo che il titolo ha guadagnato da inizio anno quasi il 15%: «I conti hanno battuto le attese e la guidance (linee guida, ndr) è stata aggressiva e, a mio avviso, raggiungibile».

Massimo Galli

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