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A2A, i sindaci scelgono Camerano

Si cambia. A2A dice addio al sistema duale e al management con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato: Valerio Camerano sarà il nuovo amministratore delegato e Giovanni Valotti presidente, Giovanni Comboni vice. 
Dopo giorni di trattative ieri i Comuni di Milano e Brescia, soci di maggioranza della multiutility lombarda con il 27,5% a testa, hanno depositato la lista congiunta per il consiglio di amministrazione che sarà nominato dall’assemblea del prossimo 13 giugno. Nella lista di maggioranza figurano anche Stefano Cao, Michaela Castelli, Stefano Pareglio (indicati da Milano), Elisabetta Ceretti, Fausto Di Mezza e Antonio Bonomo (indicati da Brescia).
Le diplomazie dei due Comuni hanno lavorato fino all’ultimo. Ieri nel primo pomeriggio l’ultimo faccia a faccia tra i sindaci Giuliano Pisapia ed Emilio Delbono nella sede di A2A a Brescia. La Leonessa puntava sull’attuale direttore generale Renato Ravanelli come amministratore delegato, in nome della continuità aziendale e dei buoni risultati ottenuti, mentre Milano spingeva per Stefano Cao, ex direttore generale Eni già nel consiglio di gestione e dal curriculum internazionale. I veti incrociati hanno fatto convergere i sindaci su Camerano fino a un paio di mesi fa amministratore delegato della società di vendita Gdf-Suez Energie, dal 2003 al 2006 direttore generale di Enel Gas e prima al vertice di Camuzzi. È stato selezionato con i cacciatori di teste, ma c’è chi sostiene che sia anche gradito agli ambienti renziani.
Il nuovo board prevede 12 componenti, nove alla maggioranza (amministratore delegato condiviso, 4 consiglieri a Milano, 4 a Brescia) e tre alle minoranze. Per il collegio sindacale (la presidenza andrà alle minoranze) i sindaci hanno indicato Norberto Rosini e Cristina Casadio per il ruolo di sindaco effettivo e Paolo Prandi come sindaco supplente. La partita che ora si apre è quella delle deleghe. I Comuni sarebbero intenzionati a mantenere come direttore generale unico Ravanelli, anche se formalmente la decisione sarà presa dal board.
Il mercato ha accolto bene le nuove nomine: il titolo ha chiuso a +1,86% a 0,82 euro. Certo, valore lontano dai massimi di marzo quando aveva raggiunto l’euro: è probabile che i Comuni posticipino la vendita del 5% annunciata nei mesi scorsi.

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