Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

A segno l’asta spagnola, tregua sullo spread

In silenzio, dietro le quinte. Alcuni investitori internazionali, non solo gli hedge fund, stanno iniziando a dubitare dell’unica colonna portante dell’Europa: la Germania. E stanno iniziando a scommettere contro Berlino. A dimostrarlo, pur senza grande clamore, è l’aumento delle polizze assicurative che servono per coprirsi dal rischio di insolvenza della Germania (i cosiddetti credit default swap): nell’ultima settimana i contratti Cds sono aumentati di 671 milioni di dollari secondo i dati della Dtcc, portando il valore netto complessivo delle “polizze anti-crack” della Germania a 19,8 miliardi. Poco sotto il record storico di novembre e poco sotto il volume dei Cds sull’Italia. Anche il costo di ogni singola polizza sulla Germania è aumentato, salendo da 66 punti base di marzo a 87 di ieri.
Questo dato dimostra che gli investitori internazionali vedono sempre più nero sulla crisi europea: sanno che l’economia peggiora e che la Germania sarà chiamata a pagare il conto oppure a soccombere economicamente insieme al Vecchio continente. Per questo, forse, comprano polizze contro il rischio–Germania. Anche la giornata di ieri sui mercati, tra le buone aste di titoli di Stato in Francia e Spagna (si veda articolo sotto) e il deludente discorso di Mario Draghi alla Bce, dimostra che gli investitori faticano a capire dove vada l’Europa. Le Borse hanno chiuso con variazioni minime: Londra +0,15%, Parigi -0,09%, Francoforte -0,24%, Madrid +0,29%, Milano -0,67%, Wall Street -0,77%. Lo spread tra BTp e Bund è leggermente calato dai 394 ai 389 punti base. In lieve ribasso anche lo spread Spagna-Germania a 417 punti base. Dietro le quinte, però, le preoccupazioni (e le speculazioni) crescono.
Polizze su Berlino
Tra gli addetti ai lavori si dice che l’hedge fund Paulson, famoso per avere azzeccato e cavalcato prima di tutti il collasso dei mutui subprime Usa nel 2007, stia scommettendo contro la Germania. «Sono tanti gli hedge fund, e non solo, che si stanno posizionando così», spiega un grande investitore italiano. Per questo, probabilmente, i credit default swap sulla Germania aumentano in numero e salgono di prezzo: sempre più investitori si assicurano. Sempre meno investitori si fidano. Questo può sembrare paradossale, perché contemporaneamente i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi viaggiano sui minimi storici: ieri sono leggermente risaliti, ma due giorni fa erano ai minimi le scadenze a due, cinque, dieci e trent’anni. Insomma: a guardare i dati gli investitori comprano Bund (dunque sembrano fidarsi della Germania), ma contemporaneamente comprano assicurazioni contro il crack del Bund (dunque sembrano non fidarsi).
Eppure il paradosso può essere solo apparente. Due possono essere infatti le spiegazioni plausibili. Si può pensare che alcuni investitori acquistino Bund tedeschi perché sono i titoli più sicuri e liquidi denominati in euro (dovendo investire in euro non hanno scelta), ma contemporaneamente si coprano assicurandosi con i Cds perché si fidano poco. Oppure si può pensare che a comprare Bund (facendo scendere i rendimenti) e ad acquistare Cds (cioè polizze) siano soggetti diversi. Alcuni addetti ai lavori riferiscono, per esempio, che i maggiori acquirenti di Bund siano gli investitori tedeschi, che “giocano” speculando con i pronti-contro-termine. Gli acquirenti di Cds, invece, potrebbero essere i fondi internazionali. Qualunque sia la spiegazione giusta, il messaggio è chiaro: il mercato si fida sempre meno dell’Europa. Germania inclusa.
Draghi delude le attese
In questo contesto non stupisce che gli investitori siano rimasti “freddi” di fronte al messaggio meno aggressivo del previsto di Mario Draghi. Ieri la Bce ha lasciato invariati i tassi d’interesse (come atteso), ma non ha mostrato grandi cambiamenti sulla politica monetaria futura. Così, in presenza di indicatori economici deboli in America, le Borse hanno chiuso fiacche. Probabilmente gli investitori restano convinti che Draghi alle prossime riunioni della Bce qualche coniglio dal cappello lo tiri fuori. Oppure restano a vedere come si muoverà l’economia. Intanto, però, comprano assicurazioni sulla Germania.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Leonardo Del Vecchio stila la lista per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Essilor Luxot...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Per capire la Ragioneria generale dello Stato bisogna aver visitato la sala di Via Venti Settembre d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Riflettori puntati sulla cessione della quota (il 62,50%) di Banca Profilo, oggi all’interno del p...

Oggi sulla stampa