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A segno l’asta CTz, tassi in calo

Salgono i rendimenti in asta della Spagna mentre scendono quelli dei titoli italiani collocati dal Tesoro. In una giornata in cui il presidente della Bce, Mario Draghi, ha ribadito che senza le riforme non ci sarà alcuna azione di Francoforte, gli acquisti in asta dei CTz hanno fatto scendere i rendimenti sui livelli più bassi dallo scorso marzo. Bene anche la Borsa di Milano che ha archiviato la migliore seduta europea con l’indice Ftse Mib a 15.932 punti (+0,41%), dopo una mattinata passata in ribasso.
Gli occhi erano puntati sull’asta da 3,937 miliardi di euro di CTZ scadenza 2014, collocati al tasso lordo del 2,532% in calo dal 3,064% dell’asta precedente del 28 agosto. La tranche offerta tra i 3 e 4 miliardi ha ricevuto richieste per 6,5 miliardi di euro, con ordini più contenuti rispetto all’ultimo collocamento (bid to cover all’1,65 contro l’1,95 di agosto) perché, spiegano gli operatori, tra oggi e domani il Tesoro collocherà BoT semestrali per 9 miliardi e BTp a 5 e 10 anni tra 2-3 miliardi. Assegnati anche 1,5 miliardi di euro di BTp a 5 e 10 anni indicizzati all’inflazione assegnati rispettivamente al 2,46% e al 3,68 per cento. Le forti richieste registrate dimostrano come il mercato stia apprezzando i titoli di Stato italiani, in particolare quelli a breve termine, un viatico per l’asta di oggi che non dovrebbe riservare sorprese: sul secondario ieri il BoT semestrale scambiava intorno all’1,30% mentre al collocamento di fine agosto il rendimento si era attestato all’1,585 per cento.
In controtendenza rispetto alle ultime emissioni l’asta di titoli spagnoli per 3,98 miliardi, collocati con tassi in leggero rialzo: sul bond a 3 mesi il rendimento medio è salito all’1,203% da 0,946% di agosto e al 2,213% sul titolo a 6 mesi dal 2,026% precedente. Sulla Spagna pesano le incertezze su quando e come verranno chiesti gli aiuti europei soprattutto dopo che il vice primo ministro Soraya Saenz de Santamaria ha dichiarato che, prima di decidere, il Governo vuole sapere quanto la Bce è disposta a mettere sul piatto. Parole che sembrano contraddire quanto detto da Draghi a Berlino, strappando il plauso del cancelliere Angela Merkel. Sta di fatto che durante la seduta lo spread della Spagna ha accusato un allargamento per poi chiudere a 415 e il decennale vicino al 6%. Stabile il BTp con lo spread che dopo avere toccato 369 punti ha chiuso a 357. La sorpresa è che stanno ritornando gli acquisti sui titoli tedeschi a breve scadenza fino a due anni, tornati a scambiare a rendimenti negativi e sui titoli dei Paesi core, uno scudo per gli investitori nelle fasi di incertezza. Da segnalare il collocamento di titoli a lunghissima scadenza dell’Olanda per 1,9 miliardi di euro a 20 anni al tasso del 2,497 per cento.
Sul fronte azionario, Wall Street ha chiuso in calo (-1,04% l’S&P 500) dopo che il governatore della Fed di Philadelphia Charles Plosser ha espresso dubbi sull’efficacia del QE3 rispetto alla crescita e alla riduzione della disoccupazione. In Europa, Piazza Affari è riuscita a mantenersi sopra la parità fino alla chiusura (+0,41%), tra scambi in lieve crescita rispetto all’ultima seduta, per un controvalore complessivo di 1,72 miliardi di euro. In recupero le banche con Banco Popolare (+3,23 per cento), Ubi Banca (+3,05%), Bpm (+2,73%), Intesa Sanpaolo (+2,64%) e Unicredit (+1,98 per cento). Più caute Mps (+0,54 per cento), Mediobanca (+0,14%) e Generali (+0,42%). La svolta, dopo una mattinata passata in ribasso, nel primo pomeriggio quando sono arrivati i dati sulle fiducia dei consumatori Usa a settembre risultati migliori del previsto. Tra le altre piazze, il Dax di Francoforte avanza dello 0,16%, il Cac 40 di Parigi sale dello 0,47%, l’Ftse 100 di Londra segna +0,36% e l’Ibex di Madrid guadagna lo 0,45 per cento.

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