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A segno l’asta BoT, tassi sotto lo 0,6%

Le vicende politiche non impattano su Piazza Affari che chiude la terza seduta della settimana in rialzo. Il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,8% in una giornata positiva per tutti i listini europei. Hanno fatto meglio i periferici (Portogallo +1,9% e Spagna +0,97%) delle Borse “core” (Francoforte +0,66% e Parigi +0,36%). Sul listino milanese hanno brillato i titoli bancari, la migliore performance va a Banco popolare (+6%) che martedì ha annunciato a mercati chiusi l’operazione del riassetto con l’incorporazione delle controllate Credito Bergamasco (al 78%) e Banca Italease (100%). Tra i titoli in rialzo anche Mediaset (+1,38%) nel giorno in cui l’ex premier italiano Silvio Berlusconi è stato espulso dal Senato dopo il voto della maggioranza parlamentare a favore della decadenza dalla carica. In pochi minuti la notizia ha fatto il giro del mondo irrompendo come breaking news sui siti dei principali media internazionali: dalla Bbc al Wall Street Journal, dalla tedesca Faz allo spagnolo El Pais. Ma non c’è stato impatto sui mercati, anche perché i listini archiviavano da tempo un esito del genere. Le notizie politiche hanno invece influenzato l’andamento dell’euro, trainato dall’accordo per un governo di grande coalizione tra Cdu e Spd, i due maggiori partiti tedeschi. Sulla scia dell’intesa, l’euro ha toccato nel corso della giornata il massimo da quattro anni sullo yen a quota 138,60 e il top da un mese sul biglietto verde a 1,3612 (ma ha poi ha ritracciato sul dollaro chiudendo sotto 1,36). Calma piatta, invece, sul mercato obbligazionario. Lo spread tra BTp decennali e omologhi tedeschi ha chiuso stabile a 234 punti per un rendimento del 4,06%. Il differenziale Bonos/Bund segna 242 punti per un tasso del 4,14%. Il vantaggio dell’Italia nei confronti della Spagna nella speciale classifica della sostenibilità del debito è di otto punti. Ma secondo la Banca centrale europea avrebbe potuto essere più ampio. Nel rapporto sulla stabilità finanziaria l’istituto di Francoforte rivela un generalizzato calo dei differenziali di rendimento tra titoli di Stato dei paesi periferici dell’area euro e i Bund della Germania. Tuttavia rileva come per Italia e Portogallo il calo degli spread sia stato nel corso dell’anno «relativamente meno favorevole» rispetto a quelli di Spagna e Irlanda e che questo «può essere legato alle incertezza politiche che si sono viste durante l’estate». Rispetto al maggio scorso lo spread sui Bund è calato di 55 punti base per i titoli della Spagna, di 50 punti base per quelli dell’Irlanda, di 30 punti base per i titoli dell’Italia e di 25 punti base per i bond del Portogallo. In ogni caso, quella di ieri è stata una giornata favorevole anche sul mercato primario perché l’Italia ha collocato 7 miliardi in BoT a 6 mesi con il tasso che è sceso a quota 0,539% rispetto al precedente 0,629%. Buona la domanda (1,77 volte l’offerta) anche se inferiore rispetto all’analoga precedente emissione (1,82). Oggi nuovo appuntamento per il Tesoro che colloca BTp a 10 anni per un controvalore di di 2-2,5 miliardi. Gli operatori interpellati da Radiocor attendono un rendimento in discesa intorno al 4,05% (dal 4,11% dell’asta di ottobre).
Dagli Usa sono arrivati dati macro contrastanti: le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono calate più delle stime ma gli ordini di beni durevoli a ottobre sono andati peggio del previsto. Quanto alla Wall Street dei record, oggi è chiusa per il «Giorno del ringraziamento», che dà il là alla stagione dello shopping natalizio. Ieri il Nasdaq ha consolidato al rialzo la soglia dei 4mila punti, la stessa dell’estate di 13 anni fa, quando era da poco scoppiata la bolla di Internet.

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