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A segno l’asta a 30 anni. Sale il tasso dei triennali

L’ultima asta prima delle elezioni del prossimo 24-25 febbraio non delude il Tesoro che ieri ha visto il debutto dell’emissione a 30 anni, assente dal maggio 2011. Cruciale sarà la prossima asta in calendario lunedì 25 che si svolgerà ad urne ancora aperte, in quanto si vota fino alle 15.
Positive anche le Borse a cominciare da Francoforte (+0,61%), passando per Londra (+0,29%), Parigi (+0,24%). A Piazza Affari, il Ftse Mib, pari a un guadagno dello 0,41 per cento. Sopra la parità pure Madrid (+0,87 per cento). In calo i titoli bancari, malgrado il calo dello spread Btp-Bund, che ha chiuso a 272 punti dai 286 della chiusura di ieri. Le banche italiane risentono delle trimestrali di alcun i grandi istituti europei. Acquisti sul Ftse Mib in particolare su Buzzi Unicem ed Exor. Vendite ancora su Finmeccanica che anche i3eri ha perso il 4% dopo il 7% di due giorni fa.
Alla vigilia delle elezioni, il mercato non sembra particolarmente in fibrillazione come dimostra la domanda che si è attestata per le scadenze lunghe su un bid to cover di 1,75. Su un ammontare di 6,750 miliardi di euro tutte le scadenze 3 anni, 15 anni e 30 anni sono state collocate a rendimenti in discesa, ad eccezione del BTp triennale, raccogliendo un buon interesse su quella lunghissima.
Per motivi diversi l’asta del titolo semestrale della Germania è salito tornando positivo per la prima volta da giugno con il rendimento medio salito allo 0,0203% da -0,009% dell’asta di gennaio. Assegnati in tutto titoli per 3,385 miliardi di euro contro un target massimo di 4 miliardi. Nonostante il rendimento esiguo, continua ad essere sostenuta la domanda che ha raggiunto i 6,575 miliardi di euro. Nel caso della Germania, i titoli tedeschi sono stati venduti alla luce dei dati sulla produzione industriale migliori delle previsioni.
Nel dettaglio, il Tesoro ha venduto 3,449 miliardi di euro di titoli triennali contro un target massimo di 3,5 miliardi, pagando un rendimento medio del 2,30%, in rialzo dall’1,85% dell’asta di gennaio e con una domanda in calo, pari a 1,37 volte l’importo offerto contro 1,45 dell’ultima volta.
Ben accolto il titolo a 30 anni in asta per per 888 milioni di euro, con un rendimento medio sceso al 5,07% dal 5,43%, offerto a maggio 2011. In questo caso la domanda ha superato l’offerta di 1,97 volte, quasi doppia a dimostrazione della continua ricerca dei rendimenti da parte degli investitori.
Sono stati collocati anche BTp a 15 anni per 863 milioni di euro con tassi in discesa al 4,55% dal 4,75% dell’asta di dicembre scorso. La domanda ha superato l’offerta di 1,59 volte, evidenziando un rallentamento rispetto al rapporto di 1,98 di dicembre. Il Tesoro ha infine venduto Ccteu con scadenza giugno 2017 per 1,431 miliardi di euro ad un tasso del 2,55% ed una domanda di 1,39 volte l’importo offerto.
Dunque, a premiare le scadenze più lunghe è proprio la rincorsa del mercato al rendimento più alto e le opportunità migliori di remunerazione si possono trovare proprio sui BTp extra-lunghi. L’Italia offre occasioni vantaggiose anche rispetto ad altri Paesi dell’Eurozona: il BTp a 30 anni rende poco più del 5%: un tasso che non è molto lontano da 5,75% del Bono spagnolo con pari scadenza ma che è decisamante più interessante se confrontato con il 3,25% della Francia e del 2% circa che la Germania può offrire con il Bund scadenza 2044.

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