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A rischio le nuove regole sugli intermediari finanziari

di Benedetto Santacroce

Tutti gli strumenti istruttori antievasione che consentono al fisco di acquisire informazioni sulla vita dei contribuenti ancor prima di aver verificato che gli stessi abbiano violato la legislazione tributaria mettono a rischio il diritto di tutela della privacy.
Questo principio che sembra evincersi dalle dichiarazioni del Garante della privacy trova un diretto riscontro nelle misure che sono state introdotte nei provvedimenti normativi degli ultimi mesi in materia di indagini bancarie, di accertamenti presuntivi e di disponibilità di attività all'estero.
Nei confronti del fisco il rischio alla tutela della privacy può scattare solo quando l'acquisizione dell'informazione avviene senza un corretto bilanciamento tra diritti costituzionalmente garantiti. In particolare, tra il diritto che lo Stato ha a che tutti i cittadini contribuiscano in base alla loro effettiva capacità contributiva e il diritto che il cittadino/contribuente ha di tutelare la riservatezza della sua vita. Quando, inoltre, la tipologia di informazione che il fisco ottiene riguarda non la sfera economica del contribuente, ma la sfera privata e quando il contenuto dell'informazione non è manifestazione di ricchezza, ma è espressione di scelte individuali tutelate. E infine quando non viene rispettato il criterio di proporzionalità tra l'informazione richiesta e l'obiettivo repressivo di un effettivo fenomeno di frode. Principio questo ribadito in sede Ue dove in queste settimane le autorità stanno valutando alcuni strumenti posti in essere dall'Italia (a esempio il sistema di monitoraggio delle attività detenute all'estero da soggetti residenti).
Sempre in tema di privacy e fisco un'ulteriore circostanza che può mettere a rischio la tutela della riservatezza dei contribuenti riguarda la corretta disciplina degli accessi alle informazioni contenute nelle banche dati. Sono di sicuro interesse tutte le misure che si stanno attuando per limitare l'accesso ai dati contenuti nell'anagrafe tributaria e più in particolare all'anagrafe dei rapporti finanziari.
In concreto i principali strumenti che attualmente sono al centro di osservazione sotto lo specifico profilo sono i seguenti. In primo luogo, le nuove regole che disciplinano, dal 1° gennaio 2012, l'acquisizione da parte del fisco delle informazioni dagli intermediari finanziari. Le regole sono disciplinate dall'articolo 11 del decreto Salva Italia e attendono l'emanazione di un provvedimento di attuazione da parte delle Entrate che sarà però liberato solo dopo il placet del garante della privacy. Anche le nuove regole sullo spesometro potrebbero essere a rischio nel momento in cui mettono a disposizione del fisco le informazioni sugli acquisti che i contribuenti realizzano nella loro sfera privata per importi superiori a 3.600 euro nel momento in cui viene individuata la tipologia di acquisto realizzato. Così potrebbero essere a rischio privacy le richieste di informazioni che vanno a alimentare in modo indiscriminato il nuovo strumento accertativo del redditometro.

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