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A Milano sempre più liti ma i tempi si dimezzano

Aumenta il carico di lavoro. Sino a rappresentare circa un terzo di tutto il contenzioso civile introdotto. Tuttavia la Sezione lavoro del tribunale di Milano, guidata da Pietro Martello, si segnala come un’isola felice nell’arcipelago della giustizia italiana. Tanto da avere ridotto drasticamente l’arretrato malgrado le incombenze aumentate per effetto dell’entrata in vigore della Legge Fornero. Legge, quest’ultima, che ha fatto salire i ricorsi contro i licenziamenti e, nello stesso tempo, ha comportato un aggravio ulteriore di lavoro per i magistrati connesso ai tempi accelerati della fase sommaria (in tutto 1.528 i procedimenti nel corso del passato anno giudiziario).
In una nota del presidente Martello è fotografata una situazione in continuo miglioramento. Che ha portato in 7 anni a dimezzare la durata delle controversie: per ottenere una pronuncia di primo grado, infatti, nel 2007 ci voleva poco più di anno (12,8 mesi) a soli 6 mesi degli anni 2012-13. Tutto questo malgrado nel passato anno giudiziario (dall’luglio 2012 al 30 giugno 2013) siano stati depositati 18.148 nuovi ricorsi, a fronte di un numero di sopravvenienze che l’anno precedente si era attestato a quota 17.131. L’aumento del carico di lavoro pertanto, in termini quantitativi, è stato del 12 per cento. Con riferimento a tutto il 2012, inoltre, le cause depositate alla Sezione lavoro sono state pari a circa il 28,2% di quelle di tutto il settore civile del tribunale di Milano: una controversia su tre ha quindi toccato la materia lavoristica.
L’azione dei giudici ha permesso in ogni caso di assorbire e compensare l’aumento della sopravvenienze, portando anche a un calo delle pendenze, passate da 6.366 a 5.620 (-11,7%). I risultati di eccellenza in termini di produttività sono confermati dal volume complessivo delle cause definite, passato nell’anno giudiziario da 18.408 a 19.601 (+6,4%). Malgrado le scoperture in organico e la preoccupazione dello stesso Martello per le difficoltà a reggere ritmi e carichi di lavoro senza che ulteriori richieste di cambiamento vengano avanzate da magistrati della Sezione, anche il numero delle udienze è cresciuto: nell’intero 2012 si sono tenuti, infatti, 2.645 giorni di udienza, mentre nei primi 6 mesi del 2013 se ne sono già tenuti 1.571. Le più risalenti pendenze sono state di fatto azzerate. Al 30 giugno di quest’anno erano così state esaurite le cause iscritte negli anni 2008, 2009, e 2010: non era cioè più giacente alcuna lite antecedente il 2011. Al 30 giugno pertanto, le cause iscritte prima del 2 gennaio 2012 sono 49 in tutto, pari al 9 per mille del totale delle pendenze del tribunale.
Ora a fare stare in allarme Martello e a gettare un alone di incertezza sulla possibilità di migliorare ancora questi indici di efficienza, c’è il vuoto in organico che affligge l’ufficio, la possibilità di reggere nel tempo ritmi di lavoro intensi, il confronto con novità legislative, sulle quali spesso la lettura della Sezione lavoro dà corpo a un rito ambrosiano destinato anche fare da punto di riferimento per altri uffici.

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