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A Milano il vertice della crescita La spinta di Draghi all’Eurogruppo

Ministri, economisti, banchieri centrali, tutti chiamati a discutere sul perché l’Europa non riesca a ritrovare la strada della crescita: oggi a Milano prende avvio una tre giorni di confronti, a più livelli, tecnico e politico, da cui si attendono indicazioni importanti sulla strategie che saranno seguite nei prossimi mesi. Un grande convegno di Eurofi, il think tank presieduto da Jacques de Larosière, quindi l’Eurogruppo e a seguire il primo Ecofin informale a guida italiana saranno le tre diverse occasioni di dibattito. Sullo sfondo, le cifre, severe, su disoccupazione, inflazione e sviluppo e il richiamo del presidente della Bce, Mario Draghi, ai governi a condividere l’urgenza di agire. 
Draghi interverrà stasera al convegno di Eurofi ed il suo sarà, ancora una volta, il discorso più atteso, peraltro il primo dopo le decisioni della Bce, di tagliare al «livello minimo» i tassi di interesse, portati allo 0,5%, ad un passo dallo zero, e di accelerare sulla realizzazione del programma di acquisti di Abs, cioè di titoli bancari cartolarizzati rappresentativi di prestiti ad imprese e famiglie. Sarà quindi, per lui, l’occasione per spiegare tempi e obiettivi di tali iniziative che si aggiungono al piano di prestiti finalizzati ai finanziamenti di imprese e famiglie. Il numero uno dell’Eurotower, che sin da oggi avrà contatti ed incontri bilaterali nell’ambito delle riunioni dell’Eurogruppo e dell’Ecofin, avrà anche modo di ribadire e chiarire, senza malintesi, le sollecitazioni fatte nel discorso di metà agosto di Jackson Hole in cui ha ribadito che la politica monetaria non può fare tutto da sola e che diventano sempre più necessarie e urgenti le riforme strutturali e la composizione, più favorevole alla crescita, delle voci di bilancio. Ci vuole più flessibilità — aveva aggiunto nell’intervento americano — mantenendo ferme però le regole previste e non retrocedendo rispetto all’obiettivo di tenere i conti a posto.
Ma sulla flessibilità — anche nell’interpretazione delle regole — insiste la Francia, che ieri ha fatto sapere che potrà rientrare entro il tetto del 3% del rapporto deficit/Pil solo nel 2017 e in qualche misura, in modo più articolato, l’Italia, con la Germania invece arroccata nella difesa tout court del rigore. È quindi molto probabile che gran parte del confronto finisca per svolgersi su questo tema. Anche se il ministro italiano, Pier Carlo Padoan, padrone di casa all’Ecofin, cercherà di portare più avanti possibile la sua agenda che insiste in modo particolare sulla necessità di sviluppare un’azione comune per rilanciare gli investimenti. Non per nulla di investimenti e dell’Expo 2015 si parlerà nell’incontro dell’Asem. il forum Asia-Europa, che si svolgerà domani prima dell’Eurogruppo.
Nell’agenda della presidenza italiana dell’Ecofin, che servirà un po’ da guida per la nuova Commissione europea, appena nominata, c’è anche la discussione di una road map degli strumenti finanziari per sostenere la crescita. Tra questi ci sono le cartolarizzazioni, che, per essere rilanciate, hanno bisogno, come ha rilevato lo stesso Draghi giovedì scorso a Francoforte, di nuove regole.
Padoan comunque interverrà anche oggi all’Eurofi e parlerà dei problemi della crescita, un argomento che tratterà anche, in apertura di convegno, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco

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