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A Milano il pm «dovrà» dare l’ok entro tre giorni

Anche la Procura di Milano determina formalmente l’iter per depositare gli accordi di separazione o divorzio raggiunti tramite negoziazione assistita con gli avvocati delle parti. Si rafforza così la percorribilità della de-giurisdizionalizzazione per le questioni previste dall’ultima riforma del processo civile (articolo 6, comma 1 del Dl 132/2014).
Secondo le linee guida, emanate ieri, l’ufficio del pm di Milano per gli affari civili darà entro tre giorni dal deposito degli accordi il nulla osta (se non ci sono figli da tutelare) o l’autorizzazione (se ve ne sono): un giorno in meno rispetto a Roma.
Poi anche Milano affronta l’aspetto della documentazione che deve essere necessariamente allegata all’accordo al momento del deposito e prevede la redazione di una scheda di sintesi, in cui si evidenziano, per consentire al pm una più agevole verifica, gli elementi più sensibili. Per esempio, la presenza di figli e le caratteristiche specifiche della necessità della loro tutela (minori, maggiorenni incapaci, maggiorenni non economicamente autosufficienti e maggiorenni portatori di handicap).
Nel sottolineare la futura possibilità di depositare la richiesta inviando una Pec, le linee guida richiedono sin da ora agli avvocati di indicarla. Ma per ora, la modalità di deposito ammessa è quella cartacea, sia nel caso di separazione sia in quello di divorzio. L’accordo va depositato alla Segreteria del pm o, in caso di impedimento di quest’ultima, alla Segreteria degli affari civili. In particolare, va consegnato «l’accordo in originale», da parte di «almeno uno degli avvocati che ha sottoscritto l’atto stesso (o da un suo delegato)».
Quanto alla tempistica per il rilascio del nulla osta o dell’autorizzazione, le linee guida indicano «di regola, entro tre giorni lavorativi dalla presentazione dell’accordo stesso, salvo imprevisti». In attesa della Pec, attivata la quale il placet del pm verrà comunicato ai legali delle parti per via informatica, si stabilisce che sia cura di almeno uno degli avvocati che hanno sottoscritto l’atto (o di un loro delegato) provvedere al ritiro di una “copia” dell’accordo.
Le linee guida specificano che «l’originale rimarrà agli atti dell’ufficio». Questo è un elemento ulteriore, degno di una futura analisi perché il successivo passaggio previsto dal Dl 132/2014 (quello presso l’ufficio dello Stato civile) per la trascrizione nei registri è un adempimento che prevede il deposito agli atti anagrafici di una copia autenticata dell’accordo. Lo stesso problema che si pone a Roma.
Infine, le linee guida approvate a Milano inseriscono un ulteriore aspetto, quello della gratuità o meno dell’iter: specificano che «in attesa che il ministero della Giustizia si esprima in merito al quesito sollevato… non venga richiesto il versamento di alcun contributo».

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