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A Milano cala l’arretrato

Dematerializzare tutta la documentazione processuale, arrivare a definire nel tempo medio di un anno un procedimento civile anche grazie all’aiuto dell’ufficio del giudice in sperimentazione dal 2011 e facilitare il rapporto con i testimoni attraverso un progetto ad hoc. Sono alcune significative linee guida messe nero su bianco nel Bilancio di responsabilità sociale del tribunale di Milano elaborato nell’ambito del «Progetto interregionale/transnazionale Diffusione di Best Practices presso gli Uffici giudiziari italiani» e finanziato dalla Regione Lombardia con risorse del Fondo Sociale Europeo.

Negli affari civili, i fascicoli pendenti sono passati da 63.156 del giugno 2009 a 60.858 del giugno 2011, con un calo dell’arretrato pari al 3,6%. Risultato possibile per l’ alto indice di ricambio tra procedimenti sopravvenuti e definiti visto che nell’ultimo triennio i procedimenti conclusi sono costantemente superiori a quelli in ingresso. Più stabile invece il penale dove nell’ultimo anno giudiziario, a fronte di un lieve incremento dei procedimenti in ingresso (15.288 nel 2010/11) si registra anche una crescita dei procedimenti esauriti (pari a 6.241). Qui i tempi dei procedimenti sono in media inferiori all’anno: la durata media dei processi svolti con rito monocratico è di 150 giorni, quella di rito collegiale è di 290 giorni dall’iscrizione. L’intento è quello di «dimostrare che, se ben amministrati, gli uffici giudiziari sono in grado di restituire alle comunità locali esattamente quanto gli viene dato per funzionare, se non di più. La capacità di essere efficienti, riduce la necessità di richiedere risorse aggiuntive mentre la capacità di essere efficaci permette alla comunità economica di funzionare meglio e di conseguenza di porre le basi per una maggiore competitività sui mercati nazionali ed internazionali». È quanto si legge nell’introduzione del bilancio giunto alla sua quarta edizione e diviso in due sezioni: la prima dedicata alla definizione della missione e delle quattro direttrici (giustizia, rispetto, impegno, competenze ed etica) che hanno caratterizzato la strategia di sviluppo del tribunale e la seconda focalizzata sul progetto di innovazione in corso nel tribunale. Quattro le politiche in gioco in questo secondo caso: il miglioramento della gestione interna, la qualificazione dei servizi all’utenza, la promozione della trasparenza e della comunicazione in grado di assicurare relazioni aperte con la collettività e infine l’attivazione di partenariati con soggetti locali e nazionali per mobilitare maggiori risorse finanziarie e conoscitive. La scopertura dei magistrati in forza al tribunale nel 2011 è salita da 21 a 34 mentre quella degli amministrativi supera il centinaio. Per questo è in sperimentazione nel civile l’ufficio del processo di supporto all’attività giudiziaria che interessa ben 22 giudici che aiutati da stagisti dell’università o della scuola di specializzazione legale, riescono a smaltire più procedimenti pro capite. Altra sperimentazione in corso è quella relativa alle comunicazioni telematiche dove il tribunale di Milano primeggia in quantità su qualsiasi altro ufficio giudiziario italiano realizzando da solo il 58% delle comunicazioni telematiche inviate da tutta Italia. In fase avanzata, sono invece i decreti ingiuntivi telematici arrivati alla fase esecutiva, il sistema di iscrizione al ruolo telematica, sempre in ambito civile e il progetto di procedura fallimentare digitale online.

In ambito penale, sono in corso gli interventi per la digitalizzazione del fascicolo penale e per le notifiche penali che ha permesso dalla fine del 2010 di riversare sul supporto informatico oltre 2 milioni di pagine di sentenze.

Definita in modo univoco e stabile l’aula di udienza dei giudici di tutte le sezioni penali e creato un punto assistenza ai testimoni.

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