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A luglio scatto degli ordini interni

E fanno sei. Ormai da febbraio, senza interruzioni, le imprese italiane registrano ordini interni in crescita, con uno scatto che a luglio porta le nuove commesse nazionali ad un progresso del 14,4%, ben oltre le performance realizzate oltreconfine.
Dai dati Istat di luglio arriva l’ennesima conferma di un cambio di umore in Italia, una ripresa del ciclo di consumi e investimenti che inizia ad avere effetti visibili sui conti aziendali.
Su base annua i ricavi crescono del 2,3%, quasi del doppio però eliminando dal calcolo l’energia, ancora una volta frenata dalla caduta tendenziale dei listini. Una crescita determinata principalmente dall’export, con i ricavi realizzati oltreconfine a crescere del 4,2% mentre per ciò che si vende in Italia la crescita è di poco superiore al punto percentuale.
Elemento comunque non banale, perché il terzo rialzo mensile consecutivo per i ricavi totali coincide in effetti con l’analoga performance sul mercato interno, che a differenza dell’export è riuscito a ritrovare stabilmente il segno più soltanto da maggio, concretizzando di fatto le buone indicazioni in arrivo dalle commesse.
Il progresso dei fatturati, seppure con forza diversa è visibile tra tutti i macro-comparti, dai beni di consumo a quelli strumentali, a luglio come per i primi sette mesi del 2015, dove la crescita media globale è dello 0,9%, quasi il triplo però escludendo dal calcolo l’energia.
La star del periodo, in grado di influenzare i numeri italiani di produzione industriale, fatturato, ordini ed export, è ancora una volta l’auto, protagonista a luglio di una impennata dei ricavi di oltre 33 punti e di un progresso analogo negli ordini. Uno scatto per la verità che pare ancora troppo isolato, con performance mediamente positive ma decisamente più modeste altrove e qualche segno meno tra comparti non proprio marginali, come metallurgia ed elettronica.
Divaricazione dei destini che con intensità diversa si verifica anche negli ordini delle aziende, in progresso di oltre 60 punti per i mezzi di trasporto e in crescita a doppia cifra anche per apparati elettrici e farmaceutica ma con risultati misti altrove.
Non tutto brilla dunque, anche se va osservato che con il passare dei mesi il trend di risalita pare consolidarsi, sfruttando anche un contesto esterno difficilmente replicabile. Assegnare pro-quota i meriti della ripresa tra riforme del Governo e variabili esogene pare compito arduo ma è indubbio che il mix di euro-tassi-petrolio in versione “bonsai” offra alle imprese un vantaggio competitivo non disponibile un anno fa.
Per recuperare in tempi ragionevoli il terreno perduto e tornare ai livelli pre-crisi servirà comunque una velocità di crociera maggiore, considerando che tra 2012 e 2014 i ricavi aziendali sono scesi di oltre sette punti mentre finora, nel 2015, ne abbiamo recuperato soltanto uno. L’indice nazionale delle commesse, il più alto da dicembre 2011, anche dopo lo scatto di luglio si trova ancora sei punti al di sotto del livello del 2010.
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