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A luglio consumi positivi, le famiglie restano diffidenti

Primo, timido segnale di ripresa dei consumi. Secondo Confcommercio, a luglio si è registrato un aumento rispetto a giugno (+0,3%), anche se resta un calo (- 0,1%) su base annua. Il quadro congiunturale resta comunque «fiacco e ricco di contraddizioni » – osserva l’Ufficio studi di Confcommercio – ed è ancora «prematuro parlare di inizio di una fase di recupero della spesa delle famiglie».

Vedono nero anche le organizzazioni dei consumatori che lanciano l’allarme, con Adusbef e Federconsumatori a sottolineare la drammaticità dei dati sull’alimentare «la cui contrazione, solo nell’ultimo anno, è stata del 2,4%» (ma dal 2008 al 2014 il calo è stato del 10,4%), mentre il Codacons prevede che i consumi continueranno a scendere.
«I deboli segnali di miglioramento sul versante dei consumi — rileva ancora l’Ufficio studi di Confcommercio — sono offuscati dal terzo calo consecutivo della fiducia, con l’indice che torna nel mese di agosto sui valori di marzo. La produzione industriale non mostra un deciso recupero e i dati mensili sull’occupazione sono caratterizzati da una perdurante alternanza di valori positivi e negativi». Analizzati più nel dettaglio i consumi di luglio su giugno, si registrano le seguenti variazioni: per i beni e servizi per la mobilità +1,9%, per gli alimentari e bevande e tabacchi +0,9%.
In lieve incremento i beni e servizi per le comunicazioni (+0,4%), i beni e servizi ricreativi (+0,3%), i beni e servizi per la cura della persona (+0,2%) e l’abbigliamento e le calzature (+0,1%). Si è invece ridotta a luglio su giugno la spesa per gli alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-0,4%) e per i beni e servizi per la casa (-0,3%). Su base annua, cioè rispetto al luglio del 2013, si rilevano variazioni positive per i beni e servizi per le comunicazioni (+5,2%), per i beni e servizi ricreativi (+0,9) e per i beni e i servizi per la mobilità (+0,3%). Un aumento, seppur modesto, si è registrato anche per alimentari, bevande e tabacchi (+0,2%). Una riduzione dei consumi ha interessato i beni e servizi per la casa (-1,7%), gli alberghi, i pasti e le consumazioni fuori casa (-1,1%), l’abbigliamento e le calzature (-1,1%) che permangono in territorio negativo nonostante il periodo dei saldi.
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