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A giugno 4,2 miliardi di tagli

Entro giugno saranno varati i provvedimenti per realizzare tagli selettivi alla spesa per almeno 4,2 miliardi. Con l’obiettivo di rinviare il previsto aumento autunnale dell’Iva. Ad annunciarlo è una nota di palazzo Chigi alla fine della riunione del Comitato interministeriale, di cui fanno parte il premier Mario Monti i ministri Piero Giarda e Filippo Patroni Griffi e il viceministro Vittorio Grilli, nel corso della quale il supercommissario Enrico Bondi ha presentato il suo cronoprogramma per sforbiciare le uscite per acquisti di beni e servizi.
Le misure allo studio del Governo, che agiranno su una prima fetta di spesa considerata aggredibile pari a quasi 100 miliardi (in autunno saranno studiati tagli su altri 200 miliardi) dovrebbero essere varati nella seconda metà del prossimo mese con un decreto legge e probabilmente alcuni provvedimenti di tipo amministrativo. Prima una nuova riunione del Comitato interministeriale, fissata per il 12 giugno, dovrà fare il punto definitivo della situazione assemblando i piani di razionalizzazione dei singoli ministeri, che in larga parte risultano in ritardo rispetto alla scadenza di fine maggio, e tramutando in interventi operativi il cronoprogramma di Bondi.
Un piano, quello del supercommissario, che nella prima fase dovrebbe garantire dai 2,2 ai 2,7 miliardi (più della metà del risparmio complessivo atteso), 1,5 dei quali dalla sanità. E che poggia su tre pilastri: anzitutto l’armonizzazione delle procedure adottate dalle centrali regionali di acquisti di beni e servizi con il modello Consip e l’adozione di fabbisogni standard per tutti gli approvvigionamenti della Pa e delle Autorità indipendenti. Il cronoprogramma prevede l’ottimizzazione dei prezzi delle forniture, con l’obiettivo di farli sostanzialmente diventare unitari su tutto il territorio per ogni tipologia di fornitura. Gran parte della sforbiciata interesserà la sanità per la quale è previsto l’innalzamento dell’asticella della spesa trattata con il metodo Consip dagli attuali 16,8 miliardi a quota 28,4 miliardi. Ma nel mirino di Bondi e Giarda ci sono anche le auto blu, le consulenze e, soprattutto, la miriade di società locali pubbliche, gli enti regionali (compresi alcuni enti parco) e diverse agenzie. Altri risparmi arriveranno con i piani dei singoli ministeri, dagli interventi sugli immobili (riduzione degli affitti e degli uffici) e dal nuovo meccanismo anti-sprechi di trasferimenti a strutture ed enti locali. Allo studio ci sarebbero anche misure più restrittive sull’uso dei buoni pasto da parte degli statali.
Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, assicura che «ci saranno sicuramente tagli ma i livelli di sicurezza non saranno abbassati», mentre il responsabile del Lavoro, Elsa Fornero, riferisce che il processo di spending review è già in corso nel suo ministero. Anche il ministro Renato Balduzzi afferma che nella sanità «la revisione della spesa è in atto già da un po’» e aggiunge che «c’è un paniere di 7 miliardi su cui si può risparmiare». Positivo il giudizio del segretario del Pdl, Angelino Alfano, sul piano del Governo.
Intanto sono oltre 130mila le comunicazioni arrivate da cittadini e associazioni al sito del Governo per segnalare «inefficienze e sprechi» e proporre soluzioni per razionalizzare la spesa pubblica. Alcune di queste segnalazioni, si afferma nella nota diffusa ieri da Palazzo Chigi, sono state oggetto di «un’indagine specifica» da parte del tandem Giarda-Bondi. La consultazione si chiuderà oggi. Sul versante del decreto sulla spending review, al Senato, dove il provvedimento è al vaglio delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio, sono stati presentati 112 emendamenti.

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