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A febbraio si arresta la discesa per i tassi del credito agevolato

Si arresta a febbraio la discesa nei valori del tasso di riferimento per il credito agevolato a industria, commercio, artigianato, editoria, industria tessile e zone sinistrate del Vajont (settore industriale), la cui misura in vigore dal primo del mese si porta sul valore di 1,98 con un incremento complessivo dello 0,05 % rispetto al 1,93%, mantenuto a gennaio.
L’entità minima della variazione fa si che la misura dell’indicatore permanga al di sotto della soglia del 2,00 %, con i valori che si mantengono in prossimità dei livelli minimi assoluti, raggiunti lo scorso mese di maggio quando il parametro si è fissato all’1,83 per cento.
L’andamento registrato comporta che questo mese i valori dei tassi agevolati delle leggi che dipendono dal tasso di riferimento nazionale presentino o valori sostanzialmente analoghi a quelli raggiunti in precedenza o variazioni di misura estremamente contenuta.
A tale proposito si deve tenere presente che gli attuali valori dei tassi di riferimento, e di conseguenza dei tassi agevolati ad essi collegati, sono stati calcolati in base alle commissioni onnicomprensive a favore degli istituti di credito in vigore per il 2015. Pertanto, in caso di variazione di queste commissioni per l’anno 2016, anche i valori dei tassi di riferimento e dei tassi agevolati ad essi collegati varieranno retroattivamente a far data dal primo gennaio.
Da segnalare una stabilità per il tasso di riferimento comunitario da applicare per le operazioni di attualizzazione e rivalutazione per concessione di incentivi a favore delle imprese, dopo la variazione intervenuta lo scorso mese.
Il livello di questo indicatore si mantiene infatti sul valore dell’1,12%, (0,12 tasso base maggiorato di 100 punti) con decorrenza dal 1° gennaio 2016, con un decremento dello 0,050%, rispetto al precedente valore dell’1,17 per cento.
Rimane invariato anche il tasso di sconto comunitario dopo l’ultima modifica decisa dalla Banca centrale europea che ha diminuito il livello del tasso minimo di offerta sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema, con validità a partire dall’operazione con regolamento 10 settembre 2014, fissando il valore del parametro all’attuale 0,05% rispetto alla precedente misura dello 0,15% con una diminuzione complessiva dello 0,10 per cento.
Si rileva una inversione della tendenza alla diminuzione in atto, sia pure con un’oscillazione di intensità molto contenuta, anche nell’evoluzione dei valori dei rendimenti effettivi lordi dei titoli pubblici. Il dato per dicembre 2015 del Rendistato si fissa infatti all’1,015% con una variazione in diminuzione pari allo 0,015%, rispetto al valore di 1,000% fatto segnare a novembre.
Rammentiamo che all’andamento del Rendistato è direttamente legato il valore del tasso di riferimento di cui rappresenta la componente variabile, unitamente al valore della commissione onnicomprensiva a favore degli istituti di credito che, al contrario, resta fissa per tutto l’anno.
Indicatori finanziari nazionali
Si segnala una nuova diminuzione anche a gennaio nell’evoluzione dei valori medi mensili dell’Euribor; le misure medie mensili relative all’Euribor (Euro interbank offered rate) tre mesi, tasso di riferimento per il mercato interbancario si portano infatti sul valore negativo di -0,143% per l’indicatore a base 360 e -0,145% per l’indicatore a base 365, entrambi con una variazione dello 0,018% rispetto ai precedenti dati di dicembre.
Detta evoluzione risulta accentuata facendo riferimento ai dati puntuali con valuta 29 gennaio 2016 i cui valori si collocano sempre sotto lo zero, a -0,159% e -0,161% che si rilevano rispettivamente per i valori a base 360 e 365.

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