Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

A dicembre debito sotto i 2000 miliardi e il Tesoro rilancia il Btp a 15 anni

Non solo ombre sull’economia. E dunque: il debito pubblico, mai così alto nella storia d’Italia, sfonda a novembre il record di 2.020,668 miliardi. A dicembre però, secondo le assicurazioni della Banca d’Italia, dovrebbe tornare «ampiamente al di sotto della soglia dei duemila miliardi». E ancora: una impresa su tre chiude i propri bilanci in rosso (anno di imposta 2010) ma va meglio di prima. L’Istat fotografa a novembre un crollo della produzione industriale pari al 7,6%, il quindicesimo ribasso consecutivo. A dicembre però, stando alle previsioni della Confindustria, dovrebbe esserci un rialzo dello 0,4%. E soprattutto, come già fanno inglesi e americani, il Tesoro s’appresta a lanciare, forse già oggi, un Btp a 15 anni: si parla di almeno 3 miliardi. Secondo gli osservatori più attenti, con questa mossa, che segue una analoga di 28 mesi fa, viene mandato ai mercati un segno di stabilizzazione del paese. Sarebbe inoltre la prova della riguadagnata fiducia ottenuta da Monti e conterrebbe una indicazione di non preoccupazione su un eventuale governo Bersani da parte degli investitori internazionali.
Anche in Italia è partita la «grande rotazione» dal pessimismo all’ottimismo? Di sicuro qualche luce si comincia ad intravedere. E’ tutto relativo, ovviamente. Quota 2000 per il debito, ad esempio, pur con tutti i miglioramenti previsti, rappresenta comunque una soglia psicologica. Di più: è un fardello pesante, un Moloch che grava sull’economia e la rende vulnerabile alle fluttuazioni degli spread. Significa un rosso di oltre 33 mila euro a testa per ciascun dei 60 milioni di italiani, dai neonati agli anziani. In compenso, volano le entrate dei primi 11 mesi (340,7 miliardi di euro, in crescita del 3,1%).
Allo stesso modo, il crollo della produzione industriale che per certi settori è addirittura a due cifre (le automobili, per esempio ma anche l’elettronica e l’elettrotecnica) se davvero rialzerà la testa, sarà solo un rimbalzino. E tuttavia quell’auspicato più 0,4 rappresenta comunque una inversione di tendenza, dopo il profondo rosso di questi drammatici mesi.
Tra tutte le notizie, forse quella sul Btp a 15 anni è la più direttamente positiva. Sempre di un titolo di debito pubblico si tratta, però la scadenza così lunga è senz’altro un segnale. Il Tesoro ha già affidato a Banca Imi, Barclays Bank, Credit Agricole, Goldman Sachs, Jp Morgan Securities, il mandato per il collocamento sindacato del nuovo benchmark con scadenza 1 settembre 2028. L’ultima emissione di un titolo analogo (settembre 2010) aveva visto un collocamento per 6 miliardi. Già lo scorso ottobre il direttore generale del debito pubblico, Maria Cannata, aveva ipotizzato il lancio di titoli a 15 o anche a 30 anni. Bisognava solo verificare che la domanda fosse sufficientemente forte. All’epoca, Cannata aveva anche svelato che era già in atto una rapida crescita di interesse per le scadenze più lunghe, grazie al fatto che «molti timori» erano stati dissipati dalla garanzia dell’ombrello della Bce. Ora i tempi sembrano maturi perché il Tesoro, dopo un anno difensivo, faccia questo passo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cinque nomi nuovi, a partire da Andrea Orcel, cinque conferme (più Pier Carlo Padoan, cooptato da p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Francesco Gaetano Caltagirone segue le orme di Leonardo Del Vecchio e, dopo anni passati ad arrotond...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Zero profitto, zero dividendo: così la Bundesbank ha chiuso il bilancio 2020, un bilancio pandemico...

Oggi sulla stampa