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A.d. in bancarotta

Anche in caso di condanna per bancarotta impropria può essere applicata l’aggravante del danno di rilevante gravità. Altrimenti ne resterebbero esclusi i manager delle imprese più grandi e potenzialmente più dannose in caso di fallimento.

A fare dietrofront rispetto a un precedente contrario è stata la Corte di cassazione con la sentenza n. 10180 del 4 marzo 2013.

La quinta sezione penale ha dunque confermato la condanna per bancarotta impropria aggravata dal danno di rilevante gravità a carico di tre manager. Al di là dei più recenti orientamenti, quindi, il Collegio ha aderito a quello maggioritario, in barba a una sentenza delle Sezioni unite penali (sentenza 21039 del 2011) che, in un passaggio, sembra aver escluso l’applicabilità dell’aggravante anche ai casi di bancarotta impropria.

Ma, spiega la sentenza, «avendo il legislatore posto su un piano paritario i reati di bancarotta propria e quelli di bancarotta impropria, non v’è ragione, ricorrendo la stessa ragione, di differenziare la disciplina sanzionatoria».

Mentre di recente un altro Collegio della stessa Cassazione aveva stabilito che non è applicabile la circostanza aggravante ad effetto speciale del danno patrimoniale di rilevante gravità di cui all’art. 219, comma primo, l. fall. all’ipotesi di bancarotta documentale fraudolenta impropria, stante il richiamo letterale dell’art. 219 comma primo l. fall. circoscritto agli art. 216, 217 e 218.

Fra l’altro, aggiunge la Corte, le pene per la bancarotta propria si determinano tenendo conto non solo dei minimi e massimi edittali contemplati dall’articolo 216, bensì anche considerando le attenuanti e le aggravanti «speciali» previste per tali reati. Il rinvio alla determinazione della pena, cioè, deve ritenersi integrale ed è basato sul presupposto della identità oggettiva delle condotte. Ogni diversa interpretazione sarebbe irragionevole in quanto condotte potenzialmente più pericolose sarebbero punite in modo più lieve.

Dunque, sconteranno la pena tre manager di Roma, accusati di bancarotta. E la sconteranno per intero, senza nessuno sconto, in quanto il danno generato dal dissesto finanziario è stato di ingente quantità.

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