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Salva banche, Bce contro l’Italia: violato l’obbligo di consultazione

Richiami e segnali preoccupanti per l’Italia — a causa soprattutto del decreto «salva banche» e dei crediti deteriorati — sono arrivati dal Rapporto annuale per il 2016 della Bce di Mario Draghi, presentato nell’Europarlamento di Bruxelles dal suo vice portoghese Vitor Costancio.

«La Bce non è stata consultata dal Ministero dell’economia e delle finanze italiano riguardo al decreto legge recante misure urgenti per la tutela del risparmio nel settore bancario, volto a definire il quadro giuridico per l’erogazione di assistenza finanziaria pubblica straordinaria alle banche italiane», si legge nel Rapporto. Solo Grecia e Ungheria hanno attirato un simile richiamo. Draghi, nella prefazione, ha rilanciato il problema dei crediti deteriorati inesigibili, che per la Bce hanno raggiunto nel sistema bancario italiano il 17,5% rispetto agli impieghi con la media del 6,7% nella zona euro, dove solo Cipro e Grecia stanno peggio.

Costancio ha confermato agli eurodeputati l’importanza di ridurre i prestiti non performanti (Npl) e ha espresso la contrarietà della Bce alla «bad bank» comune, proposta dall’Autorità bancaria europea di Andrea Enria e gradita dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Ha aggiunto di preferire il manuale per «armonizzare» le azioni nazionali sui crediti deteriorati, concordato all’Ecofin a Malta della settimana scorsa per giugno prossimo. Ha poi confermato che a Francoforte ritengono importante completare l’Unione bancaria con il previsto schema di garanzia europea dei depositi bancari, per «rafforzare la fiducia» e la «stabilità» nella zona euro.

Nella prefazione Draghi ha difeso la politica monetaria accomodante della Bce sostenendo che «nel medio termine ha effetti distributivi positivi, poiché riduce la disoccupazione con un beneficio, principalmente, per le famiglie meno agiate». Costancio ha ammonito sul «percorso al rialzo dell’inflazione complessiva nei prossimi anni» e ha indicato quattro pericoli: «Primo, la possibilità di un aumento nei prezzi globali per il clima di incertezza politica», poi una spirale negativa tra «bassa redditività bancaria», bassi tassi di interesse e bassa crescita nominale. Seguono gli effetti dell’incertezza sugli «sforzi di riforma» e per la «sostenibilità del debito per il settore pubblico e quello privato in alcuni Paesi». Il quarto rischio è «la liquidità» nel settore dei fondi di investimento, che sta crescendo rapidamente. Nel Rapporto sono indicati gli stipendi base del vertice Bce (Draghi 389.760 euro, Costancio 334.080 euro).

Ivo Caizzi

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