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La Brexit si farà con l’«aiuto» di Enrico VIII

Era stato Enrico VIII a portare l’Inghilterra fuori dall’Europa cattolica, dando il via allo scisma anglicano. Sarà ancora Enrico VIII a consentire a Londra di districarsi dall’abbraccio dell’Unione Europea: il governo britannico ha infatti invocato i poteri dell’antico sovrano per riscrivere la legislazione del Paese senza dover consultare ogni volta il Parlamento. Con le prevedibili accuse di abuso di potere.

Ieri il ministro per la Brexit, David Davis, ha presentato alla Camera dei Comuni il Great Repeal Bill , la Grande Legge di Abrogazione: che, contrariamente al nome, consentirà di importare migliaia di leggi europee nella legislazione britannica. In questo modo, dopo l’uscita dalla Ue, Londra potrà cancellarle o emendarle. L’abrogazione vera e propria si riferisce all’Atto delle Comunità europee del 1972, che segnò l’ingresso della Gran Bretagna nell’allora Cee e sancì la precedenza delle leggi europee su quelle britanniche. Il provvedimento abolisce anche la competenza della Corte europea di Giustizia, cui non sarà più possibile appellarsi.

Il Great Repeal Bill renderà il Regno Unito «una nazione indipendente e sovrana», nelle parole della premier Theresa May. Mettendo «fine alla supremazia» delle leggi europee, ha aggiunto Davis, rende effettivo il risultato del referendum dello scorso giugno, che era stato tutto giocato sull’idea di «riprendere il controllo» da Bruxelles. «Le nostre leggi saranno fatte a Londra, Edimburgo, Cardiff e Belfast e interpretate non da giudici in Lussemburgo ma da giudici attraverso il Regno Unito», ha sentenziato il ministro.

Il problema è che ci sono oltre 12 mila regolamenti europei che dovranno essere tradotti in leggi britanniche: secondo il governo, un migliaio di essi non possono funzionare del tutto dopo la Brexit, perché magari fanno riferimento a istituzioni europee, e saranno pertanto necessarie delle «modifiche tecniche». Ma consentire al Parlamento di vagliarle una per una viene considerato un lavoro impossibile: una commissione dei Lord aveva descritto questo compito come «una sfida unica», dato che la legislazione europea si è accumulata nel corso di decenni.

Ecco allora che entra in gioco Enrico VIII. Il governo farà ricorso allo Statuto del 1539 che conferì al sovrano la facoltà di legiferare per decreto, aggirando il Parlamento. L’opposizione laburista ha già protestato, sostenendo che l’esecutivo si sta arrogando il potere di introdurre leggi affrettate. E il capogruppo dei liberali ha scritto che la mossa avrebbe «fatto arrossire Enrico VIII». In effetti, uno dei principali slogan dei sostenitori della Brexit era ridare piena sovranità al Parlamento di Westminster rispetto ai «burocrati di Bruxelles». Mentre ora il governo è pronto a scavalcare i deputati.

Il Great Repeal Bill sarà incluso nel prossimo Discorso della Corona pronunciato dalla Regina in Parlamento e dovrà essere approvato da entrambe le Camere. L’obiettivo è farlo passare prima dell’uscita del Regno Unito dalla Ue, che avverrà fra due anni, anche se entrerà in vigore solo al momento del distacco ufficiale.

L’intenzione del governo britannico è di dare la certezza del diritto ad aziende e individui in modo che leggi e obblighi saranno gli stessi prima e dopo la Brexit, a meno che non intervengano modifiche specifiche. Questo consentirà di raggiungere più facilmente un accordo commerciale tra Regno Unito e Unione Europea, dato che le leggi britanniche saranno allineate a quelle comunitarie.

Luigi Ippolito

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