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Montepaschi, rosso a quota 3,4 miliardi

Un’altra maxi-pulizia di bilancio per il Montepaschi che si prepara a 8,8 miliardi di ricapitalizzazione precauzionale. Ieri il consiglio presieduto da Alessandro Falciai e guidato dal ceo Marco Morelli ha approvato i conti preliminari 2016 chiusi con una perdita-monstre di 3,38 miliardi di euro, sulla quale hanno inciso quasi 2,6 miliardi di nuove rettifiche sui crediti. Nel 2015 Mps aveva chiuso il bilancio in utile di 388 milioni.

La nuova maxi-svalutazione per totali 4,5 miliardi, che la banca ha collegato all’«aggiornamento delle metodologie e parametri delle policy di valutazione del credito deteriorato» (pari a 1,8 miliardi), ha fatto alzare le coperture sugli Npl al 55% (e dei crediti in sofferenza al 64,8%) ma anche un assottigliamento del patrimonio della banca: ora è all’8% (come indice Cet1), al di sotto del minimo indicato dalla Bce del 10,75%; in termini assoluti il patrimonio ora è di 5,2 miliardi di euro, -3,248 miliardi. Si tirano anche le somme della fuga dei depositi: -14,7 miliardi la raccolta diretta a 104,6 miliardi, anche se — spiega l’istituto — a gennaio si evidenzia «l’arresto delle fuoriuscite». I conti finali saranno approvati al board del 2 marzo, data possibile anche del piano di ristrutturazione da presentare a Bruxelles. Il piano manterrà «le principali linee strategiche» del piano di ottobre che era alla base dell’aumento di capitale da 5 miliardi, poi fallito, «focalizzate sulla riduzione del rischio».

Giornata di bilanci anche per Unicredit, che ha confermato i risultati preliminari di un rosso di 11,8 miliardi determinato anche in questo caso dalle svalutazioni straordinarie dei crediti in sofferenza collegate all’aumento di capitale da 13 miliardi in corso. La banca guidata da Jean Pierre Mustier ha comunicato che al termine dell’aumento il patrimonio della banca si attesterà all’11,15% (che sale a oltre il 12% con le cessioni di Pioneer e Pekao) coprendo così il disallineamento temporaneo dai minimi indicati dalla Bce. Tra i soci di Piazza Aulenti, dopo l’adesione (in diluizione) di Cariverona e delle Fondazioni di Bologna e Modena, anche la Fondazione Cassamarca entra in partita con una quota dello 0,10%, mentre Crt investirà 230 milioni per l’1,8%.

In frenata l’utile di Bper: il 2016 si chiude a 14,3 milioni dai 220,7 milioni del 2015 per le svalutazioni e il contributo al fondo di risoluzione per le 4 banche; senza queste voci il risultato netto sarebbe stato di 71,5 milioni, +15,2%. Il patrimonio resta solido a 13,88%, ben oltre il minimo Bce del 7,25%. Il ceo Alessandro Vandelli ha annunciato che anticiperà il nuovo piano industriale entro l’estate, che l’acquisizione di CariFerrara si chiuderà «in pochi giorni» e che Bper potrebbe rilevare le quote di Arca sgr da PopVi e Veneto Banca. Tra gli industriali, il colosso farmaceutico Recordati chiude con ricavi in crescita del 10,1% a 1,15 miliardi, +10,1%, con utili a 237 milioni, +19,4%.

Fabrizio Massaro

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