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Masse e raccolta record per Banca Generali che rialza le stime

È un bilancio dai due volti quello presentato ieri da Banca Generali per un semestre caratterizzato, come è noto, da condizioni difficili e da elevata volatilità sui mercati finanziari. Guardando all’ultima riga del conto economico si scopre infatti un utile netto in calo a 67,3 milioni di euro e più che dimezzato rispetto ai primi sei mesi del 2015, quando i profitti avevano raggiunto la cifra record di 140,1 milioni. Se invece si fa riferimento alla raccolta, Banca Generali ha registrato da gennaio a fine giugno afflussi netti positivi per 2,9 miliardi: un risultato anche questo da primato, che supera del 30% quello dello stesso periodo 2015 e permette al totale delle masse gestite e amministrate dal gruppo di raggiungere i 43,6 miliardi (+5% da inizio anno).
L’apparente paradosso è legato alle commissioni di performance, che avevano reso straordinario il 2015 e che invece si sono fortemente ridimensionate quest’anno: nel complesso le voci di ricavi variabili legate al trading e appunto alle commissioni di performance dei fondi sono diminuite del 65% e questo ha influenzato il margine di intermediazione, che si è ridotto di quasi il 32% a 202 milioni. Ciò che invece si è rafforzato sono i ricavi «core» di Banca Generali, passati dal 57% del totale dello scorso anno al 78% del 2016, e in particolare quelli legati alle commissioni di gestione, cresciuti grazie allo sviluppo e al miglior mix delle masse gestite.
Il momento favorevole per la raccolta è nel frattempo proseguito anche in un mese di luglio che il direttore generale, Gian Maria Mossa, ha definito «straordinariamente forte e superiore alle attese», nonostante abbia seguito un evento inatteso e traumatico per i mercati come la Brexit. «La nostra clientela è soddisfatta perché a fronte di tensioni che hanno riguardato l’Italia e l’Europa si trovano con performance prossime allo zero, abbiamo quindi protetto i loro portafogli in un contesto così difficile», ha sottolineato a Il Sole 24 Ore lo stesso Mossa, che nella conference call con gli analisti aveva in precedenza migliorato le proiezioni sulla raccolta netta per l’intero 2016 portandole a 4-4,5 miliardi rispetto alle precedenti stime di 3,5-4 miliardi e con oltre 3 miliardi in arrivo dal mondo del risparmio gestito «nonostante una congiuntura non facile».
Sul particolare momento attraversato dal sistema del credito in Italia, Mossa ha del resto rilevato che «la percezione di senso di disagio e di paura per il problema bancario è evidente» e che «molto dipenderà da ciò che succederà a fine mese con gli stress test, e da se e come il Governo interverrà su Mps e su altre situazioni di tensione». In un contesto simile, ha poi ammesso il d.g. di Banca Generali, «noi riusciamo a raccogliere di più, perché evidentemente il cliente preferisce spostarsi verso una banca che ha la gestione come unica e vera attività: sotto questo aspetto possiamo dire che siamo anticiclici».
Tornando ai dati semestrali, il totale dell’attivo del gruppo Banca Generali è salito del 24,6% a 7,6 miliardi grazie proprio allo sviluppo della raccolta, mentre la patrimonializzazione si è ulteriormente rafforzata con un livello Cet1 ratio al 14,5% e un Total Capital Ratio al 16 per cento. «La banca è solida e i numeri continuano a tranquillizarci», ha aggiunto Mossa. In Borsa il titolo ha lasciato ieri sul terreno il 2 per cento.

Maximiilian Cellino

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