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Posti lavoro: + 51 mila e il calo degli inattivi fa salire i disoccupati

Riparte il mercato del lavoro. L’inflazione si accende un po’. E il governo rimanda a un prossimo consiglio dei ministri il decreto correttivo del Jobs Act con la stretta sui voucher e i contratti di solidarietà espansiva. Ma ne approva un altro per collocare in Borsa la seconda tranche di Poste italiane, pari al 29,7% ora in mano al Tesoro, dopo aver conferito meno di una settimana fa il 35% a Cassa depositi e prestiti con un aumento di capitale di 2,9 miliardi e aver collocato nel 2015 a Piazza Affari un altro 35,3%.
Torna dunque a salire il tasso di disoccupazione in aprile all’11,7% dall’11,6 del mese prima (e i disoccupati crescono dell’1,7% pari a +50 mila, tornando ai livelli di febbraio). Ma per una volta il dato Istat potrebbe essere un segnale positivo. Perché in contemporanea salgono anche gli occupati (51 mila lavoratori in più su marzo, +0,2%) e soprattutto si comprimono gli inattivi (-0,8% pari a -113 mila). Meno scoraggiati, dunque. E più persone in cerca di lavoro: qualcuno l’ha trovato già, la maggior parte è entrata nelle liste di disoccupazione. Un elemento comunque di dinamismo del mercato, dopo le rovinose cadute dei primi mesi dell’anno dovute alla fine degli incentivi pieni. I prezzi a maggio intanto lasciano il segno meno e registrano un +0,3% (ma -0,3% su anno), il doppio se non consideriamo il petrolio (crollato dell’8% in un anno).
«Se scorporiamo la dinamica straordinaria degli energetici, siamo già fuori dalla deflazione », osserva il responsabile economia e lavoro del Pd, Filippo Taddei. «Il dato di aprile sull’occupazione – un dato forte, in cui tutto l’aumento di lavoro dipendente viene dai contratti a tempo indeterminato e con gli scoraggiati che si son rimessi a cercare un posto – ci dice poi che la preoccupante contrazione della produzione industriale di marzo è stato un accidente. E ci conforta l’idea che il dato di aprile e maggio sarà positivo, come anticipa Confindustria».
A guardare le curve Istat, occupati e inattivi – tra alti e bassi mensili – seguono fortunatamente traiettorie opposte. Crescente per i primi, nell’ultimo anno. Decrescente per i secondi. Due tendenze nette. Mentre il tasso di disoccupazione, crollato la scorsa estate sotto la soglia del 12%, da agosto veleggia attorno all’11,6-11,7%. Il dato annuale (aprile 2016 su aprile 2015) conferma la tendenza all’aumento degli occupati: +1%, pari a +215 mila posti. Un incremento dovuto interamente ai contratti stabili (+1,9%, pari a +279 mila occupati), visto che calano sia quelli a termine che gli autonomi. I disoccupati scendono del 3% (-93 mila). Così pure gli inattivi del 2,1% (-292 mila).
Nella fascia giovani 15-24 anni gli occupati vanno su (+8%), giù disoccupati (-10,6%) e inattivi (-1,1%). Meno bene le altre fasce: occupati fermi per 25-34 anni, giù per 35-49 anni. Benissimo per gli over 50 (+3,5%).
Valentina Conte
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