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La fiducia di Visco sulle riforme come barriera «anticontagio»

La Bce «ha agito con responsabilità e prudenza, mantenendo il sostegno di liquidità alle banche greche». La situazione però «è oggettivamente difficile e il sostegno dipende strettamente dalla prospettiva di un accordo politico su un programma che annulli il rischio di insolvenza del debito della Grecia»: il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco spiega così, nel suo intervento all’annuale assemblea dell’Abi, la decisione del Consiglio della Bce, presieduto da Mario Draghi, che ieri ha confermato la decisione di mantenere la liquidità di emergenza alle banche elleniche, indicandone però i limiti e i tempi. 
Alla politica monetaria serve dunque l’indicazione dei governi tenendo conto, dice Visco, che «in questione in Grecia non è solo il debito pubblico accumulato» ma anche come riportare i conti «su un sentiero sostenibile e soprattutto come rendere l’economia competitiva e capace di crescere». Una valutazione questa che vede d’accordo il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, il quale intervenuto anch’egli all’assemblea ha osservato come il problema sia ora «come aiutare la Grecia non soltanto a restare nell’euro ma come farla tornare a crescere in modo sostenibile e con la creazione di occupazione». Il vero dilemma per il ministro «non è austerità sì o austerità no, ma come tradurre in pratica, ed in tutta Europa, l’obiettivo di crescita e occupazione» sapendo che «non ci sono scorciatoie».
In ogni caso il risultato del referendum di Atene di domenica scorsa, ha avuto finora «riflessi nel complesso contenuti sui mercati finanziari dell’euro», ha rimarcato Visco, in anticipo sulla chiusura in positivo delle Borse europee, dopo due giorni di ribassi anche forti, e sul restringimento degli spread sul mercato secondario dei titoli pubblici. Il Consiglio della Bce segue comunque attentamente gli sviluppi dei mercati ed «è pronto a usare tutti gli strumenti a sua disposizione». Attualmente però non ci sono problemi di liquidità sul mercato, come confermavano ieri gli amministratori delle banche intervenuti all’assemblea Abi, perché la Bce «è in grado di bloccare ogni speculazione sull’euro».
La crisi, ha spiegato ancora Visco, «potrà avere ripercussioni più gravi se si riaccenderà negli investitori internazionali il timore che l’euro non sia irreversibile». Ed è un timore che potrà essere contrastato soprattutto con il rafforzamento della governance europea. «La stabilità dell’Unione non può essere messa in discussione dalla difficoltà di un singolo Paese», ha aggiunto il governatore bisogna individuare «modalità efficaci per gestire l’emergenza», prevedere un bilancio comune immaginare misura per facilitare la mobilità del lavoro, arrivare al mercato unico di capitali. Quanto all’Italia, si cominciano a vedere secondo il numero uno di Bankitalia i frutti delle scelte fatte, «senza le quali avremmo subito gravi ripercussione per la crisi greca». Il compito «non è esaurito, le riforme devono proseguire».
La crisi della Grecia «è un chiaro segnale della necessità di accelerare l’integrazione europea» ha rimarcato a sua volta Padoan per il quale finora all’Europa «è mancata la spinta politica» per farlo. Parlare della Grecia fuori dall’euro «è come ipotizzare che il Papa si spretasse», ha osservato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli per il quale la crisi «non è stata e non è soltanto economica, ma del modo stesso di essere della Ue. L’Europa non deve essere matrigna». La crisi di Atene, ha invece osservato il presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli «può essere anche positiva se induce finalmente a comprendere che l’Europa deve fare un salto di qualità, realizzando oltre all’unione economica anche l’unione politica e istituzionale».
Intanto dall’Europa, con cui il governo sta trattando la possibilità di una bad bank per i crediti in sofferenza, sono arrivate le nuove regole di risoluzione delle crisi bancarie che saranno governate in Italia da Palazzo Koch. A questo proposito Visco ha voluto precisare che in caso di salvataggio interno, con il coinvolgimento di azionisti e creditori, i depositi inferiori ai 100 mila euro continueranno a essere integralmente protetti dai sistemi di garanzia, mentre quelli superiori a tale cifra, se detenuti da persone fisiche e da piccole e medie imprese, beneficeranno comunque di un trattamento preferenziale.
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