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730 precompilato alla chiama

Banche, compagnie di assicurazione ed enti previdenziali e assistenziali arruolati dal fisco. Entro il 28 febbraio prossimo tali soggetti dovranno inviare telematicamente alle Entrate i dati in loro possesso necessari alla predisposizione del modello 730 precompilato. Nel caso di scarto delle forniture inviate avranno cinque giorni di tempo per rimediare attraverso un nuovo invio, mentre in caso di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati stessi, non corretta nel suddetto termine di cinque giorni, subiranno una sanzione di cento euro per ogni comunicazione. Con tre distinti provvedimenti firmati ieri dal direttore dell’Agenzia delle entrate sono state ufficializzate le modalità e le tempistiche per l’invio telematico di tali dati da parte dei soggetti obbligati in adempimento alle previsioni contenute nell’articolo 3 del dlgs. n.175 del 27 novembre 2014. In ognuno dei suddetti provvedimenti le Entrate rassicurano sulle garanzie connesse al trattamento e all’accesso dei dati stessi nel rispetto della normativa in materia di privacy. A tale proposito, si legge nei provvedimenti di ieri, i dati e le notizie raccolti, trasmessi nell’osservanza del principio di riservatezza e nel rispetto del diritto di protezione dei dati personali, sono inseriti nei sistemi informativi dell’anagrafe tributaria. Per quanto riguarda invece gli accessi a tali dati le Entrate precisano che in caso di esecuzione di controlli fiscali le analisi saranno eseguite in modo anonimo e i dati personali verranno utilizzati limitatamente alla identificazione dei contribuenti secondo un principio di necessità.

Quello della tutela della riservatezza di tali dati potrebbe essere un problema di non poco conto soprattutto quando, oltre a questi primi invii di dati, seguiranno anche le informazioni relative alle spese mediche dei contribuenti. Le Entrate scommettono sulla sicurezza delle informazioni acquisite e successivamente utilizzate facendo leva sulle garanzie in tal senso fornite dall’anagrafe tributaria attraverso l’adozione di specifiche misure riguardanti il controllo degli accessi al sistema, la crittografia e la cifratura degli archivi.

Ciò premesso non è del tutto scontato che il Garante per la Protezione dei dati personali non venga chiamato, prima o poi, a esprimere la sua opinione sia sulle nuove modalità di acquisizione dei dati dei contribuenti sia sulle modalità di conservazione ed accesso agli stessi. In questa prima fase della dichiarazione precompilata gli arruolati dal fisco sono: le banche e gli intermediari finanziari, relativamente agli interessi passivi e oneri accessori sui mutui agrari e fondiari, le imprese assicuratrici, per i premi di assicurazione sulla vita, causa morte, contro gli infortuni e agevolati, e gli enti previdenziali per i contributi previdenziali e assistenziali versati dai loro iscritti.

Per la trasmissione dei dati richiesti entro il prossimo 28 febbraio tali soggetti utilizzeranno il servizio telematico Entratel o Fisconline in base ai requisiti posseduti per la trasmissione telematica delle dichiarazioni. Per procedere alla trasmissione dei dati, si legge in ognuno dei tre provvedimenti emessi ieri, i soggetti interessati dovranno utilizzare i prodotti software di controllo e di predisposizione dei file resi disponibili gratuitamente dall’Agenzia delle entrate.

Quanto alle possibili tipologie di invio i provvedimenti distinguono le stesse in invii ordinari, sostitutivi o di annullamento. È invio ordinario la comunicazione con la quale il soggetto procede alla trasmissione telematica dei dati richiesti in suo possesso. È naturalmente possibile procedere all’invio di più comunicazioni ordinarie per lo stesso periodo di riferimento. In tali ipotesi, precisano i provvedimenti di ieri, i dati inviati in ogni comunicazione ordinaria successiva alla prima verranno considerati in aggiunta a quelli precedentemente comunicati.

Siamo invece in presenza di un invio sostitutivo quando la comunicazione ha quale scopo quello di sostituire in toto una comunicazione ordinaria o sostitutiva precedentemente inviata e già acquisita con esito positivo dal sistema telematico. L’annullamento è invece quel tipo di comunicazione con cui si richiede l’annullamento di una comunicazione ordinaria o sostitutiva precedentemente trasmessa e acquisita con esito positivo dal sistema telematico. Con l’annullamento di una comunicazione sostitutiva si determina ovviamente la cancellazione di tutti i dati contenuti nella sostitutiva, senza però ripristinare quelli della comunicazione sostituita.

Nessuno dei provvedimenti di ieri ricorda però il particolare regime sanzionatorio a cui sono esposti i soggetti obbligati alla suddette comunicazioni telematiche. Tale nuovo regime è contenuto nella lettera b) del primo comma dell’articolo 3 del dlgs. 175/2014 e prevede espressamente che nel caso di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati si applica la sanzione di cento euro per ogni comunicazione in deroga a quanto previsto dall’art. 12, del dlgs 18 dicembre 1997, n. 472.

La stessa disposizione prevede inoltre che tale sanzione non verrà applicata qualora la trasmissione dei dati corretti venga effettuata entro i cinque giorni successivi alla scadenza del termine (28 febbraio) ovvero, in caso di segnalazione da parte dell’Agenzia delle entrate, entro i cinque giorni successivi alla segnalazione stessa.

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