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730 online, la privacy costa

Nella precompilata la tutela della privacy sarà a caro prezzo. Gli obblighi e i rischi che finiranno per gravare sui sostituti, Caf e professionisti abilitati, rendendo ancor più tortuoso e insidioso il percorso del 730 precompilato finiranno, inevitabilmente, per scaricarsi su tutti quei contribuenti che non saranno in grado di accedere direttamente alla propria dichiarazione. Anche nell’ipotesi in cui il contribuente decida di accedere direttamente alla sua precompilata i passaggi da compiere sono comunque più di uno e il rischio di errore, con i relativi costi, è dietro l’angolo.

È questo lo scenario che si evince scorrendo il provvedimento di accesso alla dichiarazione 730 precompilata da parte del contribuente e degli altri soggetti autorizzati, pubblicato ieri sul sito dell’Agenzia delle entrate e che ItaliaOggi ha anticipato nei suoi contenuti principali lo scorso 21 febbraio.

Il provvedimento che recepisce le prescrizioni del Garante della Privacy, distingue nettamente l’accesso diretto da parte del contribuente al 730 precompilato dall’ipotesi in cui l’accesso venga effettuato, per conto del contribuente, dal sostituto d’imposta, dal Caf o da un professionista abilitato.

 

Accesso diretto alla precompilata. Se il contribuente accede direttamente alla propria dichiarazione 730 precompilata attraverso l’area dedicata del sito internet dell’Agenzia delle entrate, potrà effettuare tutta una serie di operazioni che vanno dalla visualizzazione e stampa del modello fino all’invio dello stesso. Ovviamente, si legge nel provvedimento, il contribuente una volta visualizzati i dati della sua precompliata potrà accettarla integralmente oppure modificarla anche integrando i dati in essa contenuti. Il contribuente dovrà inoltre predisporre il versamento delle eventuali somme dovute mediante il modello F24 o indicare le coordinate bancarie del suo conto corrente o postale sul quale dovrà essere accreditato l’eventuale rimborso nel caso di assenza del sostituto d’imposta. In ultimo spetterà al contribuente l’onere di consultazione delle comunicazioni e delle ricevute della dichiarazione presentata inserendo un proprio indirizzo di posta elettronica valido nell’apposita sezione della propria area autenticata del sito internet delle Entrate.

 

Accesso da parte del sostituto, Caf o professionista. Se l’acceso diretto è comunque un percorso ad ostacoli quando si passa tramite sostituti, Caf o professionisti l’intera procedura si complica in maniera esponenziale. Rispetto all’accesso diretto infatti questi soggetti dovranno sobbarcarsi in toto gli oneri, diretti ed indiretti, imposti dal Garante della privacy al preciso fine di tutelare il diritto alla riservatezza dei contribuenti (si veda ItaliaOggi del 21 febbraio scorso). Ciò li obbligherà alla preventiva acquisizione di specifica delega all’accesso dei dati della precompilata dal contribuente e alla nomina di soggetti incaricati al trattamento dei dati personali, nonché al rischio di controlli da parte delle Entrate sul corretto adempimento delle prescrizioni stesse. Controlli che potrebbero anche sfociare nella revoca dell’autorizzazione alla trasmissione delle dichiarazioni oltre che all’irrogazioni di sanzioni amministrative ed anche penali.

Si tratta di obblighi che imporranno ai soggetti in questione la necessità di una revisione del piano tariffario finora previsto per la compilazione e l’invio delle dichiarazioni modello 730, sulle quali gravano ora anche le nuove responsabilità dirette di Caf e intermediari espressamente previste dalla norma istitutiva. Curiose anche le modalità di richiesta di accesso alla precompilata dei loro assistiti che Caf e professionisti abilitati dovranno seguire. Il provvedimento prevede infatti due distinte tipologie di richiesta: quella tramite file e quella via web.

Quella tramite file consiste nell’invio attraverso Entratel di una richiesta contenente l’elenco dei contribuenti per i quali si è provveduto ad acquisire specifica delega. Per le richieste regolarmente pervenute entro il 15 aprile, si legge nel provvedimento, i dati verranno resi disponibili dalle Entrate entro i cinque giorni successivi dalla richiesta. La richiesta via web è invece relativa a singoli contribuenti e consiste, nella sostanza, in un vero e proprio download in tempo reale della precompilata del cliente.

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