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730 online, controlli allargati

Controlli formali sui Caf ed i professionisti abilitati anche in caso di invio del 730 precompilato senza modifiche. Resta immutata poi la necessità di integrare massimali e coperture delle polizze assicurative di Caf e professionisti per poter continuare a prestare assistenza fiscale. Sono questi, fra gli altri, i principali effetti delle novità apportate sui visti di conformità dal cosiddetto decreto semplificazioni (dlgs 21 novembre 2014, n. 175) illustrate nella circolare n. 7/e diffusa ieri dall’Agenzia delle entrate sul tema.

Secondo le Entrate, dunque, quando i modelli 730, siano essi modificati o meno rispetto alla versione precompilata, vengono presentati tramite professionisti abilitati o Caf, il successivo controllo formale viene eseguito nei confronti di questi ultimi, in quanto trattasi di soggetti obbligati a rilasciare il visto di conformità sulla dichiarazione.

Nei confronti del contribuente invece, precisa la circolare di ieri, il controllo formale verrà limitato sulla verifica della sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto a detrazioni, deduzioni e agevolazioni. Tutto il resto si scaricherà sui Caf e professionisti abilitati che, peraltro, se vorranno continuare a prestare assistenza fiscale in materia di 730 dovranno provvedere anche ad adeguare le loro polizze assicurative alle «semplificazioni» che il dlgs 175/2014 ha apportato in materia di controlli e visti di conformità.

In particolare su tale fronte i Caf e i professionisti abilitati dovranno preoccuparsi di far innalzare a 3 milioni di euro la soglia del massimale di polizza precedentemente fissata dalla norma in due miliardi di lire (euro 1.032.913,80) nonché a estendere, sempre ammesso che qualche compagnia sia disponibile a farlo, la garanzia assicurativa per la nuova fattispecie di visto infedele apposto su un modello 730 che li espone al pagamento di una somma pari alle imposte, interessi e sanzioni che sarebbero stati richiesti al contribuente a seguito del controllo ai sensi dell’articolo 36-ter del decreto del presidente della repubblica n. 600 del 1973, fatte salve le ipotesi in cui l’errore non sia imputabile a dolo o colpa grave del contribuente. Ma torniamo alle novità contenute nel documento di prassi amministrativa in commento.

Il rilascio del visto di conformità, precisa la circolare, non implica il riscontro della correttezza degli elementi reddituali indicati dal contribuente quali, per esempio, l’ammontare dei redditi fondiari, dei redditi diversi e delle relative spese di produzione, a eccezione dell’ammontare dei redditi da lavoro dichiarati nel modello 730 che deve corrispondere a quello esposto nelle nuove certificazioni uniche (c.u.).

Quanto ai soggetti che potranno prestare l’attività di assistenza fiscale e di apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione 730 la circolare precisa che trattasi unicamente degli iscritti nell’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili e agli iscritti nell’albo dei consulenti del lavoro. Restano invece esclusi da tali attività, e probabilmente non ne faranno un dramma visto lo scenario che va delineandosi, i soggetti iscritti nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio per la subcategoria tributi alla data del 30 settembre 1993.

Per l’assistenza fiscale da prestare nel 2015 la circolare di ieri ricorda inoltre che il professionista deve essere abilitato fin dalla data di apertura del canale per la trasmissione delle dichiarazioni precompilate e comunque prima della trasmissione delle dichiarazioni.

Nel caso in cui il professionista risulti abilitato in data successiva al 7 luglio 2015, potrà prestare l’assistenza fiscale per la presentazione della dichiarazione 730 solo a partire dall’anno seguente. Tornando al tema della nuova sanzione prevista a carico dei Caf e dei professionisti per l’ipotesi del visto infedele, la circolare di ieri precisa che sia nell’ipotesi di presentazione della dichiarazione rettificativa del contribuente che nel caso di comunicazione dei dati rettificati da parte del Caf o del professionista, la responsabilità di questi ultimi verrà limitata al pagamento dell’importo corrispondente alla sola sanzione che sarebbe stata richiesta al contribuente anziché anche all’imposta e agli interessi.

Se dunque quest’anno un visto infedele su un 730 potrà esporre Caf e professionisti al pagamento anche delle imposte dovute dal loro cliente esiste pur sempre la possibilità di correre ai ripari. Rettificare i dati già comunicati o la stessa dichiarazione e accontentarsi di pagare soltanto la sanzione amministrativa.

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