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730 day, al via il precompilato

Circa il 15% dei 730 precompilati verrà accettato senza modifica. La restante parte dei modelli, l’85%, necessiterà invece di intervento (possibile dal primo maggio), che verrà poi integrato nelle dichiarazioni automatiche degli anni a venire. I chiarimenti sono stati esplicitati da Rossella Orlandi, direttrice dell’Agenzia delle entrate, nel corso dell’incontro tenutosi nella sede dell’agenzia di stampa Ansa ieri nel giorno del cosiddetto 730 day, quando, dalle ore 10,30 alle ore 17, 117.193 utenti hanno effettuato il proprio accesso sul sito dell’Agenzia delle entrate per la visione del cassetto fiscale.

Orlandi ha posto il focus sulla volontà del Fisco italiano di adeguarsi a uno schema di semplificazioni, volte ad agevolare non solo le pratiche di raccolta dati per i contribuenti, ma anche a liberare il cittadino dall’onere e dalla responsabilità di mantenere e immettere nella propria dichiarazione voci ricorrenti. Accanto a ciò, rileva lo sgravio del non dover più conservare pratiche, e documentazione cartacea delle spese sostenute anno per anno, salvo nel caso in cui vi sia l’integrazione di nuove voci.

Variazioni del gettito. Pur non toccando il tema di come verranno effettuati i controlli sui modelli modificati e su come si vaglieranno le poste in esso inserite manualmente, Orlandi, interrogata circa la previsione di un aumento del nuovo gettito da 730 precompilato, ha risposto che al momento non si prevedono incrementi d’entrata e che i contribuenti avranno anzi un «vantaggio significativo» legato alla possibilità di fare «minori errori» grazie al controllo preventivo. C’è da aggiungere che l’eventualità di un controllo da parte del Fisco, in caso di modifica o integrazione, potrebbe però disincentivare il contribuente dall’apportare modifiche, portandolo a rinunciare quindi ad inserire poste irrisorie ma comunque rientranti nella fattispecie delle possibili detrazioni. La direttrice delle Entrate ha poi ribadito che l’attuazione del precompilato è portata avanti con la stessa intensità delle azioni di contrasto all’evasione fiscale, voce che ha contribuito ad una crescita sul gettito tributario del 32% nel primo bimestre 2015. Riguardo alla possibilità di un nuovo tesoretto derivante proprio dalla lotta all’evasione fiscale, successivo a quello individuato di recente dal Def come differenziale tra disavanzo programmatico e differenziale, Orlandi ha precisato: «sui tesoretti io aspetto fino alla fine». Sempre in ambito di costi, alla questione del potenziale aumento sulle tariffe dei Caf, Orlandi ha dichiarato che mediamente le tariffe non dovrebbero subire incrementi, confessando di non saperne oltre, avendolo lei sempre compilato in passato personalmente la propria dichiarazione.

Spese sanitarie. Tra le spese più rilevanti e mancanti nel precompilato, si annoverano, come previsto, quelle sanitarie, che ammontano complessivamente al 70% del totale detratto. L’integrazione del sistema della tessera sanitaria (col sostegno tecnico di Sogei) dovrebbe però permettere dal prossimo anno di inserire tali voci in via automatica nel conteggio. «Il sistema», ha continuato Orlandi, «è complicato» visto il gran numero di deduzioni e detrazioni attualmente in vigore, che risulta «infinito» e complicato al calcolo. A tal proposito, il piano sulle tax expenditures portato avanti dal Governo, che riduce la possibilità di deduzione delle spese, potrebbe rivelarsi semplificatore.

Voluntary disclosure e Delega fiscale. Tra gli altri macro argomenti trattati, sulla voluntary disclosure i numeri, ha riconosciuto Orlandi, sono attualmente irrisori visto il termine di presentazione delle pratiche di settembre ancora distante. Il rientro volontario dei capitali all’estero è una novità per l’Italia, «differente da qualsiasi altra sanatoria del passato». A riguardo, Orlandi si augura che la proverbiale capacità italiana di fare tutto all’ultimo giorno venga questa volta smentita, evitando così complicazioni dettate da mancanza di tempo. La stessa ha poi notato come l’idea che l’Italia non sia tecnologicamente al passo coi tempi sia ormai retaggio del passato e che stia dimostrando una predisposizione al rinnovo. Oltre al «cambio di filosofia» dettata dall’introduzione del 730, Orlandi ha espresso grandi aspettative sul decreto di internazionalizzazione delle imprese e su un piano di cooperative compliance come strategia antievasione.

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