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Prosegue la marcia delle Borse: i mercati aspettano misure straordinarie dalla Cina

A marzo le importazioni e le esportazioni di Pechino sono crollate: gli addetti ai lavori sono convinti che presto interverrà la banca centrale. Segnali di ripresa dal Giappone. Piazza Affari “vede” quota 24mila punti. Stabile lo spread, mentre l’euro è a 1,06 contro il dollaro

Le Borse del Vecchio continente ripartono dopo una settimana positiva, che ha portato il Dax di Francoforte a trattare ai nuovi livelli massimi storici in area 12.400 punti, mentre Piazza Affari ha archiviato una quattro-giorni di rialzi (+2,4% escludendo Pasquetta) che portano il bilancio da inizio anno in positivo del 25% circa. I listini cercano dunque di consolidare i recenti rialzi in attesi di nuovi segnali capaci di indirizzare le prossime mosse degli investitori.

In questo senso si guarda con attenzione alla Cina dove le esportazioni a marzo sono scese del 15% annuale, la discesa più forte dal 2009, mentre gli analisti si aspettavano un rialzo del 12%. Giù del 12,3% anche l’import: l’avanzo di bilancio si asciuga ad appena 3,1 miliardi di dolari, contro un atteso surplus di 45,4 miliardi di dollari. A questo punto è possibile che Pechino decida di varare nuovi stimoli all’economia, magari con iniezioni di capitali sul mercato.

Un mossa che potrebbe amplificare l’effetto del Quantitative easing della Bce che continua a spingere gli acquisti, mentre i rendimenti dei titoli di Stato scendono: il Tesoro – che oggi avvia il collocamento del nuovo Btp Italia – ha piazzato Bot annuali vicino al rendimento zero, la Svizzera ha emesso decennali in negativo e ormai per gli esperti manca poco perché il Bund tedesco a dieci anni finisca sotto zero.

Nel frattempo. hli investitori continuano a guardare all’evoluzione della situazione in Grecia: il fatto che Atene abbia saldato la tranche da oltre 450 milioni con il Fmi, la scorsa settimana, ha contenuto i timori di default, ma a detta dello stesso governo greco i soldi finiranno prima del termine del mese. Dal punto di vista macroeconomico, invece, la giornata è scarica di eventi di rilievo: dopo il via libera del governo al Def, oggi l’Istat pubblica i dati sulla produzione industriale di febbraio 2015. Nel pomeriggio, poi, arriveranno i dati sul deficit Usa (l’agenda).

A Milano Piazza Affari avanza dello 0,1% a un passo da quota 24mila punti che manca dall’ottobre 2008. Allineate al listino italiano ci sono Londra, Francoforte e Parigi. Poco mosso lo spread, la differenza di rendimento tra titoli italiani e tedeschi a 10 anni, in area 110 punti base, mentre i Btp italiani vengono scambiati sul mercato secondario a un tasso dell’1,26%. L’euro vale 1,06 dollari.

In mattinata la Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi poco mossa (-0,01%) in una giornata dai dati macroeconomici poco brillanti: gli ordini di macchinari sono scesi a febbraio dello 0,4%, mentre i prezzi all’ingrosso di marzo, al netto del rialzo della tassa sui consumi dal 5% all’8%, sono crollati del 2,1%. Secondo il governatore del BoJ Haruhiko Kuroda, l’economia è in ripresa moderata, mentre la politica monetaria produce gli effetti attesi e l’inflazione è “intorno allo ‘0’ per il momento” scontando i prezzi del greggio.

Venerdì scorso gli indici a Wall Street hanno chiuso in rialzo archiviando la seconda settimana di fila in positivo. C’è grande attesa per il proseguo della stagione delle trimestrali iniziata informalmente con Alcoa: pare che molti gestori stiano aspettando i risultati e le guidance della Corporate America per prendere decisioni di portafoglio. Il Dow Jones ha aggiunto lo 0,6%, l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,5% e il Nasdaq è salito dello 0,4%.

Sul fronte delle materie prime il petrolio è poco mosso a 51,68 dollari per il barile Wti e a 57,83 dollari per il Brent. L’oro è in calo a 1.204,15 dollari cedendo lo 0,4%.

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