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«Il 60% delle famiglie non ha né rete veloce né Internet»

La transizione digitale non può essere ritardata. «Se vogliamo essere in testa al gruppo anche solo perdere un anno non ce lo possiamo permettere». Per questo «bisogna fare in fretta» a partire dal piano per la rete unica. Il ministro per la Transizione digitale, Vittorio Colao, rispondendo ieri in Parlamento alle domande di deputati e senatori ha ricordato che «l’Italia è uno dei paesi in Europa con il maggior digital divide: il 60% delle famiglie non usufruisce di servizi internet su rete fissa e solo il 42% degli italiani tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base, contro il 58% in Europa».

L’opportunità del Recovery non può certamente essere sprecata. Ieri Colao ha avuto un confronto con il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, con il quale ha condiviso la necessità di rinforzare l’autonomia strategica dell’Ue e la collaborazione franco-italiana sulle iniziative europee sul cloud e l’elettronica. In Parlamento Colao non ha rivelato nel dettaglio come saranno allocate le risorse che il Pnnr — il programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione Ue nell’ambito del Next Generation Ue — destinerà alla transizione digitale. Come indicazione generale i fondi dovrebbero andare per il 50% alla connettività e per il 50% a Pubblica amministrazione, cloud, applicazioni per i cittadini e interoperabilità tra banche dati. «C’è coerenza con il Pnrr del precedente governo — ha detto il ministro —. Stiamo rivedendo e razionalizzando gli investimenti per renderli più incisivi».

Una parte rilevante del piano sarà dedicato alla connettività, da cui dovrà passare la svolta digitale. Secondo Colao la Cassa depositi e prestiti «sicuramente potrebbe avere un grande ruolo per promuovere una vera copertura, completa, dell’Italia al 2026». Il ruolo della Cassa passa attraverso la rete unica: Cdp ha il 50% di Open Fiber e il 10% di Tim, le due protagoniste dell’operazione. Ma la palla ora è nel campo dell’Enel che deve decidere se vendere a Macquarie il suo 50% di Open Fiber, decisione che sta tenendo tutto fermo. «Sicuramente con il ministro dell’Economia e con il ministro Giorgetti vogliamo assicurarci che questa situazione non determini una inefficienza nell’allocazione dei soldi che avremo per realizzare la cablatura o il 5G», ha chiarito Colao, e per questo «lavoreremo per riuscire a sbloccare la situazione in fretta». Ma in preparazione c’è anche «un piano B che è spingere su 5G e Fwa e favorire aggregazioni commerciali e tecniche in grado di superare l’impasse».

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