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Fino a 300 euro all’anno a chi paga con le carte Via al piano anti-contanti

Il governo affina il piano per spingere gli italiani a usare il denaro elettronico al posto del contante, ma mette in conto di dover rimandare la partenza del cashback di Stato – il rimborso di parte degli acquisti effettuati nei negozi con carte e app, previsto da dicembre – se l’emergenza sanitaria nelle prossime settimane non dovesse mollare la presa. Le campagne informative sono pronte ma suonerebbe cacofonico, si ragiona in questi giorni a Palazzo Chigi, pubblicizzare una misura che invita allo shopping fisico (visto che l’e-commerce è tagliato fuori) mentre gran parte della cartina italiana rimane colorata di rosso o arancione e la limitazione degli spostamenti resta il primo baluardo per contenere i contagi.
D’altra parte, proprio la scelta di anticipare il piano con la “sperimentazione” di dicembre era funzionale a intercettare le compere natalizie: un modo per supportare gli esercenti frustrati dalle chiusure forzate, che hanno sancito il trionfo delle piattaforme di acquisti online. Si ripropone il dilemma tra salute ed economia, con i dati sanitari che decreteranno il punto di caduta: si spera di poter tenere fede al calendario originale, ma non è da escludere uno slittamento di qualche settimana o a quando il quadro generale lo permetta.
Al riparo dal Fisco
Nella Manovra, intanto, l’esecutivo chiarisce che «i rimborsi non concorrono a formare il reddito del percipiente e non sono assoggettati ad alcun prelievo erariale». Un dettaglio che rende ancor più attraente la misura, già apprezzata dagli istituti di pagamento che si stanno muovendo per sfruttare l’occasione, dalle Poste (che lanciano il pagamento via Qr code proprio da dicembre) in giù.
Partecipazione volontaria
Gli utenti parteciperanno su base volontaria agganciando i propri mezzi di pagamento digitale al codice fiscale. Nel dare il via libera alla bozza di regolamento del Mef, con qualche osservazione, Garante Privacy e Consiglio di Stato hanno legato il placet all’uso dell’App IO, accessibile via Spid, come perno del meccanismo. I rimborsi dovrebbero arrivare sull’Iban indicato in sede di registrazione: entro il 28 novembre il regolamento deve esser reso definitivo.
Tetti, premi e super-cashback
Il meccanismo, previsto a regime da gennaio, restituisce il 10% delle spese effettuate entro un limite di 1.500 euro a semestre. Si possono dunque maturare 300 euro all’anno. Per favorire i micropagamenti, sarà necessario effettuare almeno 50 transazioni ogni sei mesi. C’è poi un tetto di spesa incentivabile a 150 euro: anche spendendo di più, si matura comunque un rimborso di 15 euro. Per il solo dicembre (se confermato) scatta un maxi-cashback da 150 euro, con un minimo di dieci operazioni. Ai centomila maggiori utilizzatori va un super-premio da 3 mila euro e gli operatori come Satispay si stanno attrezzando per dare agli utenti la posizione in tempo reale in graduatoria, per scatenare una sana competizione.
Lotteria solo per carte e app
A braccetto con il cashback va la lotteria degli scontrini che dispiega 45 milioni per puntellare la forza di volontà degli italiani che cedono al “nero” con la prospettiva di vincite annuali, mensili e settimanali. Dopo l’ultimo rinvio del dl Rilancio, lo start è previsto con l’anno nuovo. Il portale dedicato tiene aggiornato il countdown, annunciando che dal 1° dicembre sarà possibile richiedere il “codice lotteria” abbinato al proprio codice fiscale. Una chiave di 8 caratteri, con versione a barre per la lettura ottica, da presentare agli esercenti per generare un biglietto elettronico ogni euro speso (arrotondando, oltre i 49 cent di decimale, alla cifra intera superiore) fino a un massimo di mille per acquisto. Tra le spese ammesse, ha da poco decretato l’Agenzia delle Entrate, anche quelle sanitarie.
Per coerenza con l’indirizzo cashless dell’esecutivo, la manovra limita ora la possibilità di tentare la fortuna ai soli pagamenti effettuati con strumenti elettronici.
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