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Il 29 aprile il dossier Brexit all’Ue

L’Unione ha annunciato ieri che il vertice con il quale i Ventisette adotteranno le linee-guida del negoziato con il Regno Unito per la sua uscita dall’Unione si terrà il 29 aprile, un mese dopo la notifica da parte di Londra, prevista il 29 marzo. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk si è dato l’obiettivo di garantire l’unità dei Ventisette, obiettivo che dovrebbe riflettersi anche nella Dichiarazione di Roma attesa sabato nel sessantesimo anniversario dell’Unione, a dispetto di ultime richieste greche.
«Avrei preferito che il Regno Unito non decidesse di lasciare l’Unione, ma la maggioranza degli elettori britannici ha deciso altrimenti», ha detto qui a Bruxelles il presidente Tusk a margine di un incontro con il premier giapponese Shinzo Abe. «Dobbiamo fare tutto il possibile per rendere il divorzio il meno doloroso possibile per la Ue». Due giorni fa, l’ex premier polacco aveva precisato che una bozza delle linee-guida sarebbe stata inviata ai Ventisette due giorni dopo la notifica inglese.
In questa fase, Bruxelles sta avendo la meglio nel gestire la tempistica del negoziato. Nello stesso modo in cui Londra ha fatto aspettare i suoi partner l’agognata notifica dopo il referendum su Brexit del 23 giugno scorso, ora tocca ai Ventisette fare aspettare il Regno Unito. Una volta approvate le linee-guida, i paesi membri dovranno mettersi d’accordo su precisi strumenti negoziali. Concretamente, la trattativa, che sarà guidata dal capo negoziatore Michel Barnier, non potrà iniziare prima di maggio o giugno.
Nel parlare alla stampa ieri mattina, il presidente Tusk ha sottolineato come il suo obiettivo sia di limitare i danni per i Ventisette. C’è la consapevolezza qui a Bruxelles che alcuni Paesi soffriranno più di altri per via di Brexit. La lista comprende l’Irlanda, il Belgio, l’Olanda, la Danimarca. Tutti Paesi che hanno legami particolari con il Regno Unito e che per via della loro taglia limitata avranno difficoltà a compensare rapidamente l’uscita del partner dall’Unione.
«Questi paesi hanno diritto a una speciale attenzione», spiegava di recente un alto responsabile europeo. «I Ventisette non sono sullo stesso piano». Di recente in visita a Bruxelles per una riunione ministeriale, il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson si è incontrato con il ministro-presidente delle Fiandre belghe Geert Bourgeois per discutere dell’impatto di Brexit sul porto di Zeebrugge. Secondo l’amministratore del porto Joachim Coens, il 45% dei flussi commerciali sono diretti in Gran Bretagna.
Mantenere l’unità dei Ventisette sarà il principale cruccio dei negoziatori comunitari. Durante le trattative, il rischio di divisioni, malumori, tensioni è evidente (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). Non per altro la Dichiarazione di Roma con la quale i Ventisette vogliono rilanciare il progetto europeo in occasione del sessantesimo anniversario dell’Unione è stata oggetto di lunghi negoziati pur di mettere tutti d’accordo. Lunedì si è tenuta una nuova riunione diplomatica per adottare gli ultimi cambiamenti.
«Tre i temi controversi in quella occasione: il concetto di Europa a più velocità; l’allargamento; e l’Europa sociale», spiega un esponente comunitario. Non per altro il testo dovrebbe contenere la sottolineatura che qualsiasi cooperazione rafforzata debba lasciare la porta aperta all’arrivo di altri partner così come l’impegno a rispettare i diversi modelli sociali, quasi un monito contro l’idea di una armonizzazione in campo sociale di cui i paesi dell’Est non vogliono sentir parlare.
Su questo fronte la Grecia ha chiesto che nel testo venga sancita l’importanza dell’acquis communautaire in campo sociale. Si sospetta a Bruxelles che la scelta sia legata alle trattative in corso tra Atene e i suoi creditori in vista della seconda revisione del terzo programma di aiuti di cui gode il paese. In ballo, c’è una riforma del diritto del lavoro. Si parlava ieri di una riserva greca sul testo. La speranza è che aggiustamenti dell’ultimo secondo permettano a tutti di firmare la dichiarazione.

Beda Romano

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