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Il 2,7% delle fatture elettroniche è errato

Sono più di 1,1 miliardi le fatture elettroniche trasmesse tramite il sistema di interscambio alla data del 23 luglio. La percentuali di fatture elettroniche scartate si attesta a quota 2,7% mentre il numero di quelle memorizzate nelle banche dati del fisco supera di poco il miliardo. Sul fronte della dichiarazione dei redditi precompilata, alla data del 24 luglio scorso, a fronte di poco più di 59 milioni di modelli predisposti il numero dei 730 inviati si attesta attorno a 3,1 milioni. Buoni anche i primi dati diffusi dal fisco in tema di corrispettivi telematici. A meno di un mese di distanza dall’avvento del nuovo obbligo sono oltre 10 milioni i file dei corrispettivi giornalieri trasmessi all’Agenzia delle entrate. I dati di cui sopra sono stati illustrati ieri alla Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria dall’amministratore delegato di Sogei, Andrea Quacivi. Fra gli altri elementi messi in luce anche la crescita esponenziale delle spese sanitarie affluite in anagrafe tributaria e messe a supporto del modello 730 precompilato. Nell’anno 2018, si legge nei documenti diffusi ieri, il numero dei documenti relativi a tali spese ha raggiunto la sua quota massima attestandosi attorno ai 33 milioni. In relazione ai corrispettivi telematici sono stati illustrati i vantaggi correlati a tale strumento che consistono, nella sostanza, nell’eliminazione di alcuni adempimenti contabili quali la tenuta del registro dei corrispettivi, l’emissione e la conservazione di documenti, scontrini e ricevute fiscali, alternativi alla fattura elettronica. Fra i progetti in corso l’ad di Sogei ha illustrato anche quello di un’unica banca dati (denominata Anpr) contenente le informazioni anagrafiche di tutta la popolazione residente a cui faranno riferimento le pubbliche amministrazioni. Giovanni Currò, componente M5S della commissione finanze della Camera, ha precisato come l’obiettivo dell’attuale esecutivo sia quello di una sempre maggiore qualità dei dati presenti in anagrafe tributaria al fine di ridurre il numero dei controlli inutili e facilitare la vita del contribuente.

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