Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il 2021 via col botto per il private equity: +60% sulla media

Forte crescita dell’attività di private equity nei primi due mesi dell’anno. Secondo il dodicesimo report annuale Global Private Equity, redatto da Bain & Company, a livello globale i dati di gennaio e febbraio 2021 mostrano un valore dei deal di «buyout» del 60% superiore alla media, se confrontati agli ultimi 5 anni.

Le flessioni dei mercati tipicamente offrono ai fondi di private equity un’opportunità per scovare asset in difficoltà e cavalcare i rialzi, come testimoniano i rendimenti positivi registrati dai fondi negli anni che hanno seguito le ultime due crisi economiche, quella del 2002 e del 2009. «Tuttavia la crisi causata dal Covid è stata diversa – cita il report di Bain – se consideriamo che ci sono voluti quasi sette anni perché l’S&P 500 tornasse ai suoi massimi pre-crisi dopo la crisi finanziaria globale del 2008-2009: questa volta, l’S&P ha recuperato le perdite in 150 giorni e ha chiuso l’anno in rialzo del 16% rispetto a come era stato avviato». In questo scenario l’industria globale ha generato 592 miliardi di dollari in termini di valore di deal di buyout nel 2020 (+8% rispetto al 2019).

E in Italia? I settori più attivi quest’anno saranno quelli che si sono dimostrati resilienti durante la crisi pandemica: tech, beni industriali, servizi finanziari e sanitari, che in totale hanno totalizzato quasi due terzi delle transazioni.

Tanti i processi in corso in Italia con una valutazione dai 500 milioni in su. È ormai alle fase finali la cessione di Lutech da parte di One Equity Partners (vedi anche articolo a pagina 18). Ai nastri di partenza pure la vendita della società di consulenza strategica Business integration partners, dove è in uscita Apax France. Big deal invece per Investindustrial, che sta cedendo Polynt: tra i possibili offerenti ci sono Cinven, Lone Star e Apollo. Nella seconda parte dell’anno partirà invece l’asta sulle figurine Panini di Modena.

Tra i deal, di medie dimensioni, c’è da segnalare l’operazione con la quale Green Arrow (con l’advisor Jefferies) punta a organizzare un processo per cedere la controllata Somacis. Il gruppo Mandarin Capital è poi pronto a uscire da Mipharm, società farmaceutica specializzata in produzioni per conto terzi. Hg Capital punta invece a valorizzare Eidos Media e il fondo Capza sarebbe in pole position. Itago Sgr sta infine cedendo Altanova, società specializzata nel monitoraggio degli impianti elettrici di alta e media tensione.

«Anche durante l’anno del Covid-19, il mercato italiano del private equity si è dimostrato resiliente. Dopo il calo del secondo trimestre 2020, il numero di deal è tornato a crescere e ha chiuso l’anno in linea con il 2019, con un buon bilanciamento degli investimenti da parte di fondi internazionali e locali. Ciò si sta traducendo in un fermento delle attività anche nei primi mesi del 2021, sia dal punto di vista qualitativo sia dal punto di vista quantitativo. Il numero di deal sul mercato è attualmente compreso in una forbice tra 15 e 20 operazioni, con un’ottima copertura di investitori internazionali, a conferma del fatto che il nostro mercato è appetibile per i principali fondi e mostra buoni fondamentali» spiega Roberto Fiorello, responsabile della practice di private equity di Bain & Company in Italia.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Dopo settimane di ostinati dinieghi, come succede in casi simili, il Crédit Agricole deve fare i co...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il governo prova a mettere ordine nella giungla dei commissari straordinari delle crisi aziendali. A...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Borsa dei Bitcoin si è quotata in Borsa, e vale 100 miliardi di dollari. Ieri è stato il giorno...

Oggi sulla stampa