Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Atlantia apre su Alitalia ma l’ok finale slitta a settembre

La nuova Alitalia è rimandata a settembre. Atlantia ha deciso di entrare in partita: il cda ha dato il mandato all’ad Giovanni Castellucci. È stata inviata a Mediobanca una lettera per rispondere alla richiesta dell’advisor di Ferrovie di partecipare all’operazione. Entro lunedì, 15 luglio, così saranno schierati tutti i soggetti interessati, come aveva chiesto il ministro Di Maio.
Ma il colosso infrastrutturale chiede di vederci chiaro. Vuole parlare di governance, di piano industriale, di assetti e cariche nel cda. E per arrivare ad una decisione definitiva non basteranno certo poche settimane di rinvio. Ecco perché si punta ad allungare i tempi di questi approfondimenti a settembre.
Il testo del comunicato del gruppo è netto: «Il cda di Atlantia, preso atto dell’interesse della società controllata Aeroporti di Roma per una compagnia di bandiera competitiva e generatrice di traffico, ha dato mandato al ceo Giovanni Castellucci di approfondire la sostenibilità ed efficacia del piano industriale relativo ad Alitalia — inclusa la compagine azionaria e il team manageriale — e gli opportuni e necessari interventi per un duraturo ed efficace rilancio della stessa, riferendo in una prossima riunione consiliare per le opportune valutazioni ed eventuali connesse deliberazioni». Castellucci dovrà così scendere nel dettaglio della nuova società, valutando i futuri azionisti e il progetto di rilancio. Solo in questo modo, analizzando in profondità il dossier, si potranno mettere sul tavolo della newco fino a 350 milioni di euro che corrisponderanno ad una quota tra il 30 e il 40% della nuova Alitalia. La prima reazione dei sindacati è positiva: per Marco Veneziani dell’Associazione nazionale piloti, «la volontà di Atlantia di approfondire il dossier Alitalia è una ottima notizia che riporta il sereno sulla nuova compagnia di bandiera».
Uno dei primi nodi da affrontare sarà il piano industriale e in particolare il network. Secondo indiscrezioni che Repubblica è in grado di anticipare, Alitalia sarà in parte utilizzata nel federaggio, ovvero l’alimentazione di voli da un aeroporto medio- piccolo verso un hub più grande, dall’Est Europa. Una scelta che fa storcere il naso ad alcuni dei tecnici al corrente del nuovo progetto. Si prenderebbero passeggeri in scali del vicino Est, dalla Croazia alla Serbia e Paesi limitrofi, verso Roma da dove partono i voli transatlantici. Una sorta di diminutio del vettore italiano a favore di Delta a Air France- Klm. La flotta, allo stesso modo, perderà 18 velivoli: tre di lungo raggio e ben 15 sul medio. Alitalia quindi scenderebbe ad un centinaio (scarso) di macchine. Sempre sul fronte della rete, il progetto prevede un rilancio degli slot di Milano Linate che sono nella disponibilità di Alitalia e che, in molti casi, non vengono utilizzati. Il piano punta a creare un campione di incassi dallo scalo più centrale di Milano verso l’Europa, mettendo a scacco easyJet a Malpensa e soprattutto Ryanair a Orio al Serio. Capitolo esuberi: ci sono circa mille persone a rischio, in gran parte nel settore di terra e uffici. Delta avrebbe infine rassicurato il governo e Fs a proposito dei dipendenti impegnati nel trasporto bagagli, che resteranno all’interno della società. Anche la manutenzione non sarà esternalizzata ma secondo alcune fonti rafforzata per creare un nuovo polo italiano del settore.

Lucio Cillis

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Airbnb rompe gli indugi e si dichiara pronta allo sbarco in Borsa nel 2020. Lo ha annunciato la soci...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

In luglio, quando ancora nessuno si aspettava l’innesco della rapida crisi politica che avrebbe po...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I grandi soci di Ubi Banca fanno fronte comune in vista dell’atteso consolidamento bancario. E var...

Oggi sulla stampa