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Banco Bpm, Castagna: raddoppiata l’operazione pulizia. Nel 2019 ritorno al dividendo

Dopo la massiccia attività di derisking, cioè di riduzione dei crediti deteriorati del 2018 per 13,6 miliardi che ha portato in rosso il bilancio per 56 milioni (dai 558 milioni di utili del 2017), il Banco Bpm «è pronto a ritornare sulla strada di una redditività sostenibile», ha detto Giuseppe Castagna (foto), ceo del gruppo, ieri agli analisti dopo l’approvazione dei conti. Hanno pesato rettifiche su crediti per 1,94 miliardi legate alla vendita di npl (progetti Exodus e Ace), che hanno causato 713,9 milioni di perdite, ma anche i 27,9 milioni di svalutazione del bond Carige in mano al Fitd. Gli npl netti sono 6,7 miliardi (di cui sofferenze per 1,6 miliardi), coperti al 43,1% (in calo dal 48,8% per effetto delle cessioni), pari al 6,5% sugli impieghi (1,5% come sofferenze). La pulizia (18,2 miliardi dalla fusione tra Banco Popolare e Bpm, cifra doppia rispetto al piano) continuerà anche se «Bce non imporrà obblighi sulla riduzione degli stock», anche con la piattaforma con Credito Fondiario. Il patrimonio (Cet1) sale all’11,5% pur scontando l’impatto dei Btp (scesi da 20,7 a 17,7 miliardi). Un nuovo piano è atteso entro l’anno e terrà conto del calo del Pil e della riorganizzazione di diverse aree (bancassicurazione, credito al consumo, asset management). Castagna punta a un dividendo sul 2019 ed esclude fusioni.

Fabrizio Massaro

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