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Draghi lancia l’allarme “ Crescita sempre più debole” Rinviata la stretta monetaria

L’economia europea rischia una scivolata in basso. Le prospettive stanno peggiorando anche se il pericolo di una nuova recessione è ancora improbabile, sia in Italia sia in Germania. Nella moderazione del linguaggio di Mario Draghi, presidente della Bce, c’è tuttavia la forte preoccupazione per uno scenario che sta mutando molto rapidamente. Pesano le incertezze globali, dalla guerra dei dazi all’incognita Brexit. E allora Francoforte non ha alcuna intenzione di riporre le “ munizioni”: « La Bce – ha detto Draghi al termine della riunione del Consiglio direttivo – non ha esaurito tutte le sue munizioni, la cassetta degli attrezzi è sempre lì».
Rassicurazioni, mentre sembra che a Berlino siano un po’ nervosi all’idea che l’irlandese Philip Lane possa diventare capoeconomista della Bce: sanno che verrebbe considerata una poltrona assegnata a un nordeuropeo. Insomma, una fiche in meno da giocarsi nel grande risiko delle poltrone europee che è già cominciato, dietro le quinte. Ma mentre resta ancora avvolto nella nebbia l’interrogativo più grande, chi sarà il prossimo presidente della Bce, Mario Draghi si è concesso ieri una battuta: «Non avverto l’urgenza di trovare un mio successore » , ha sorriso, durante la conferenza stampa successiva al Consiglio. «Forse sono di parte, forse la gente mi vuole bene, ma, scherzi a parte, non decidiamo noi » . Quello che il consesso dei banchieri centrali sembra invece aver segnalato con sufficiente chiarezza è che non sarà l’attuale presidente a riprendere un percorso di rialzo dei tassi di interesse. Anzi, qualcuno nel board ha sollevato il tema dei cosiddetti Tltro, dei prestiti agevolati e di lunga durata alle banche, ma la discussione non è sfociata in una decisione. Il punto è che le “munizioni” vanno usate con cautela perché le prospettive di crescita stanno peggiorando.
La Germania rimane un’incognita, osserva anche Laurence Boone, intercettata a margine del Forum economico mondiale. La capoeconomista dell’Ocse fa notare che il problema del mancato adeguamento dell’industria dell’auto alle nuove regole sulle emissioni «è durato molto più del previsto» e che, nonostante i suoi giganteschi surplus di bilancio, la maggiore economia europea continua a uccidere il suo potenziale di crescita: «Avrebbe bisogno di un’enorme piano per gli investimenti » . Intanto da Berlino è rimbalzata l’indiscrezione dell’Handelsblatt secondo la quale il governo avrebbe rivisto le stime dall’ 1,8 all’1% per il 2019: una correzione pesante. Per il 2020 gli economisti del ministero di Peter Altmaier prevederebbero invece una ripresa all’1,6%.
L’Ocse ha già annunciato nei giorni scorsi che rivedrà le stime di crescita in peggio anche per l’Italia, in linea con le previsioni formulate dal Fmi. E secondo Boone l’Italia continua a trascinarsi dietro « l’annoso problema della scarsa produttività».
Molto pessimista, rispetto alla Bce, la regina delle banche d’affari americane, Goldman Sachs. Ai microfoni di Cnbc, l’ad David Salomon ha addirittura pronosticato «una probabilità del 50% di una recessione nel 2020» . Anche se c’è già un rallentamento in atto, ha aggiunto, «le probabilità che la recessione inizi già quest’anno sono molto basse».

Tonia Mastrobuoni

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