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CON 11,5 MLD: Il Recovery plan parte già dal 2020

La commissione europea stanzia 11,5 miliardi di euro per coprire «il buco» di bilancio lasciato scoperto dal nuovo Recovery plan per il 2020 e avviare, già da quest’anno, gli interventi previsti per far fronte all’emergenza economica generata dalla pandemia da coronavirus. Ieri l’esecutivo Ue ha depositato la sua proposta di modifica al bilancio europeo per il 2020. Una volta disponibili, i fondi verranno spesi in primis in misure di sostegno per aiutare le regioni più bisognose dell’Unione europea e per supportare le imprese. Quindi, parte delle risorse servirà a erogare aiuti «a coloro che hanno bisogno al di fuori dei confini dell’Ue».

Ora la proposta di variazione al bilancio comunitario andrà al vaglio del Consiglio dell’Unione europea e dell’Europarlamento; essa si inserisce nel quadro del nuovo strumento di ripresa, varato da Bruxelles per far fronte alla crisi generata dal Covid-19, denominato «Next Generation EU».

Questa iniziativa, presentata il 27 maggio scorso (si veda ItaliaOggi del 28 e del 29 maggio 2020), stanzia 750 miliardi di euro, in parte erogati a fondo perduto e in parte sotto forma di prestiti a lungo termine, raccolti sui mercati finanziari attraverso l’emissione di bond tripla A, garantiti dal bilancio Ue; sono, in sostanza, fondi aggiuntivi rispetto al futuro bilancio dell’Unione per il periodo 2021/27, che dovrebbe portare la potenza di fuoco finanziaria dell’Ue a quota 1,85 trilioni di euro.

All’Italia, dei 750 mld di cui sopra, ne potrebbero toccare 172,7. E cioè: 90,938 mld sotto forma di prestiti e 81,807 mld sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto. Il tutto, a fronte di una contribuzione italiana al futuro bilancio dell’Unione per 56 mld di euro.

Ma, tornando allo scostamento di bilancio Ue, il via libera richiede ora una decisione unanime di tutti gli Stati membri dell’Unione e l’approvazione secondo i rispettivi requisiti costituzionali nazionali. La commissione Ue ha assicurato che gli 11,5 miliardi aggiuntivi al bilancio 2020 «saranno disponibili quanto prima quest’anno» e verranno erogati attraverso REACT-UE, lo strumento di sostegno alla solvibilità, e il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD)

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