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Alitalia, ecco l’offerta delle Fs

Né Lufthansa, «mai co-investitori con il governo». Né Cassa Depositi e Prestiti, «neanche un euro per nessuna ragione». Né Leonardo, «nessun ruolo». Né Eni, «ipotesi prive di fondamento». Una strada sempre più in salita quella di Alitalia dove ieri più soggetti sembrava facessero a gara a smarcarsi da qualsiasi coinvolgimento di un ingresso nella compagnia. E proprio l’ultimo giorno prima della scadenza del termine per la presentazione di un’offerta vincolante per rilevare la compagnia aerea. Offerta che arriverà oggi da Ferrovie dello Stato dopo che ieri il Cda ha dato l’ok per l’acquisto di Alitalia-Società Aerea Italiana e Alitalia Cityliner.

Ecco perché, sempre ieri, il vicepremier e titolare del ministero dello Sviluppo economico Luigi di Maio faceva vedere le dita incrociate a chi gli chiedeva notizie su una soluzione imminente su Alitalia: «Siamo all’ultimo miglio». Ma si tratta di un miglio difficile in cui in mezzo ci sono ancora ostacoli da superare. Come l’Unione europea ad esempio, che deve dare l’ok per la conversione del prestito ponte di 900 milioni di euro in capitale senza che questo sembri un aiuto di Stato.

Poi c’è sempre da trovare un partner tecnico per la compagnia e tra i più accreditati e interessati degli ultimi mesi la tedesca Lufthansa è sempre stata in pole position. Ma lo stop arrivato ieri dal suo ceo Carsten Spohr rimette un po’ tutto in discussione. Il manager tedesco ha espressamente escluso di avere «in programma di investire nella compagnia insieme al governo italiano» e, pur non rifiutando possibili partnership commerciali, ha sottolineato: «Non saremo co-investitori con il governo in una compagnia aerea in via di ristrutturazione». Nella partita ci sono sempre anche l’americana Delta e la britannica low cost Easyjet. Ma la prima sarebbe interessata a presentare un’offerta solo subordinata a determinate condizioni e comunque a fianco di altri investitori, mentre la seconda, interessata a consorzi con altri, aspetta l’evolversi della situazione.

Ancora più difficile poi la caccia ad un partner nazionale. Perché se è vero che Ferrovie dello Stato sarebbe pronta a rilevare il 100% della compagnia, la società dovrebbe poi via via diminuire la propria partecipazione fino al 51% a favore di altri soggetti nazionali. E se Leonardo Finmeccanica ed Eni smentiscono qualsiasi tipo di coinvolgimento, Cassa Depositi e Prestiti sembrava invece il soggetto ideale. Ma il presidente di Acri Giuseppe Guzzetti ha frenato drasticamente: «Siamo rigidissimi: in Alitalia Cdp non deve mettere un euro per nessuna ragione, su questo il sistema delle fondazioni (socie di minoranza di Cdp, ndr) mi ha già dato mandato di dire che noi non voteremo investimenti». Però, Cdp potrebbe rientrare dalla finestra in un altro modo e potrebbe non essere esclusa una sua partecipazione finanziaria nel leasing degli aerei.

Claudia Voltattorni

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