Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Conti correnti, online si paga l’80% in meno

Un punto fermo c’è, nell’incertezza odierna sulle banche: l’online conviene sempre. Negli istituti di credito digitali puri (o diretti, comunque alternativi a quelli tradizionali) il costo annuo di un conto corrente è un sesto rispetto a quello classico in filiale. È di 22 euro infatti, anziché di 142, l’Indicatore sintetico di costo (Isc) delle otto maggiori banche che lavorano sul web, per una famiglia con operatività media (228 operazioni all’anno). Le più convenienti, nell’indagine dell’Economia del Corriere della Sera (dati al 23 ottobre scorso, vedi tabella) sono Webank (gruppo Bpm) e l’olandese Ing (Conto corrente Arancio) con un cartellino del prezzo indicativo (l’Isc, appunto) di zero euro spaccato.

Il divario

Seguono Iw Bank (gruppo Ubi) con 3,80 euro l’anno, quindi Widiba (gruppo Monte dei Paschi) con 24 euro e Fineco (Unicredit) con 24,61. Dal sesto all’ottavo posto ci sono Web Sella con 33,70 euro, il conto Yellow di CheBanca! (gruppo Mediobanca) con 36 euro e HelloBank! (gruppo Bnl) con 52 euro (prezzo rivisto al ribasso la settimana scorsa). È evidente il divario con gli istituti di credito classici, dove un conto corrente per la famiglia media varia tra gli 86 euro di Mps agli oltre 190 di Unicredit e Intesa.

Dietro i costi minori delle banche web o dirette ci sono commissioni diverse. Innanzitutto, quella sui prelievi di contante allo sportello automatico. Attenzione perché spesso si paga. Alcune banche online o alternative hanno aperto filiali fisiche: ne ha 110 CheBanca! (più 75 negozi finanziari) e 17 Ing. Qui il prelievo Bancomat costa zero. Sempre zero è per Ing anche fuori dal proprio circuito (non all’estero, però) e Webank. Ma negli altri casi c’è una commissione, anche se si preleva in una banca (fisica) dello stesso gruppo (fa eccezione Websella: zero euro in tutte le 300 filiali del gruppo Sella).

La media è di 90 centesimi, comunque la metà rispetto al costo dei prelievi su altra banca dei conti correnti tradizionali. Si sfiorano i 2 euro in Websella (1,81 euro) e Iw Bank (1,90), ma entrambe offrono alcuni prelievi gratis al mese, rispettivamente quattro e tre. In Widiba e Fineco conviene prelevare più di 100 euro perché sotto questa soglia si paga.

Per il resto, le condizioni degli istituti via Internet sono sempre convenienti. Il bonifico online su altra banca è sempre gratuito. E la carta di credito ha un canone medio di 17 euro, cioè meno della metà rispetto ai 40 delle banche tradizionali (gratis in Ing e Websella).

Scordatevi però i rendimenti d’un tempo sulle giacenze, perché ormai il tasso attivo è zero anche qui. In compenso il passivo (per chi sconfina senza fido) è più basso delle altre banche (17,8% contro 19,2%), così come la commissione d’istruttoria veloce giornaliera sullo sconfinamento (14 euro anziché 24).

L’indagine CheBanca!

Non stupisce perciò che i clienti delle banche online stiamo crescendo. Ing Italia ne dichiara 1,3 milioni. Nei primi nove mesi di quest’anno ha aperto, dice, 100 mila nuovi conti correnti (+15%) e ha visto scaricare 2,5 milioni di app. Perché l’accesso preferito è ormai dal telefonino, per tutti, con gli accordi con le fintech delle app di pagamento, come Apple e Google. Secondo l’ultimo Digital Banking Index Italy di CheBanca (dati a marzo 2018), ancora non diffusi, sono 19,5 milioni i correntisti online (+9% in un anno). E 19,2 milioni sono attivi ogni mese. Quasi quattro correntisti web su dieci, il 38%, accedono al conto con un’app: il doppio di tre anni fa (22%). Ma sette su dieci sono stati in una filiale fisica negli ultimi tre mesi.

Il modello è infatti ormai la banca multicanale, dove all’offerta online si affiancano spesso i negozi fisici per la consulenza finanziaria (Widiba, per esempio, ne ha 110). Dice Fineco: «Le banche nate come online hanno dovuto far evolvere il proprio modello, offrendo da un unico conto l’accesso a tutti i servizi per la clientela retail. E oltre al canale fisico ha un ruolo di primo piano il dispositivo mobile».

«La maggioranza degli accessi avviene dallo smartphone — conferma Marco Marazia, direttore commerciale di Widiba che in quattro anni ha toccato i 350 mila clienti e dichiara 230 addetti e 600 consulenti finanziari —. Apriamo un centinaio di conti al giorno, anche per la contrazione, in generale, delle filiali fisiche. Investiamo sull’interfaccia unica per tutti i dispositivi del cliente, dal pc al cellulare. L’Internet banking cresce perché sta cambiando il comportamento delle persone». Ma più della metà degli utenti Internet, il 54% secondo l’Osservatorio Nielsen Fintech di Lorenzo Facchinotti, chiede che i servizi di base della banca del futuro siano gratuiti. Niente aumenti, quindi.

Alessandra Puato

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa