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Preavviso parcella: non è una fattura

Il preavviso di parcella prodotto da un legale non può essere equiparato ad una fattura. Lo spiega il giudice del tribunale di Verona, nel decreto ingiuntivo 4269/2018, in cui un avvocato aveva chiesto il corrispettivo di 3 mila euro come onorario per la sua assistenza giudiziaria nei confronti del suo cliente. Nel decreto si legge che, sebbene l’avvocato avesse concluso la sua consulenza per il suo assistito, «la ricorrente non ha descritto, né precisato, l’impegno profuso per l’assistenza nella attività stragiudiziale – si legge nella nota prodotta dal tribunale – che ha portato a quell’accordo cosicché manca la prova di essa». Il nodo della questione gira intorno non ad una fattura emessa ma ad un preavviso di parcella, sebbene il giudice avesse richiesto formalmente la documentazione per mezzo di fattura. Il preavviso di parcella, però, non ha lo stesso peso rispetto ad una regolare fattura emessa come richiesta di compenso delle proprie attività. «A seguito di invito da parte di questo giudice a produrre la fattura corrispondente – si legge nel decreto emesso dal tribunale di Verona – il legale ha sostenuto che la parcella equivale alla fattura e anzi ne costituirebbe una sua forma, anche perchè contiene tutte le indicazioni prescritte dal dpr n. 633/72 per la fatturazione e che, in ogni caso, ha prodotto l’estratto autentico del registro Iva che integra la prova scritta». A questo il giudice di primo grado ha accluso, in punto di diritto, che «tale norma richiede che gli estratti autentici delle scritture contabili siano regolarmente tenuti e nel caso di specie ciò deve escludersi perché la ricorrente, secondo quanto da lei stessa riferito, non ha emesso una fattura per la predetta prestazione – chiosa il giudice – cosicché la registrazione di una fattura che risulta dall’estratto appare irregolare». In conclusione il giudice specifica che «deve osservarsi come la parcella prodotta non descriva nel dettaglio l’attività prestata cosicché non consente nessuna verifica al riguardo», quindi il preavviso di parcella non può avere la stessa importanza di una fattura per chiedere il proprio onorario, ma deve essere regolarmente emessa per poter incassare il compenso.

Francesco Barresi

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