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Alt a Unicredit-SocGen

Una smentita e un no comment: queste le reazioni dei diretti interessati alle indiscrezioni del Financial Times che parlavano del progetto di fusione fra Unicredit e Société Générale. Mentre i francesi hanno ufficialmente smentito, il gruppo bancario italiano guidato dall’a.d. Jean Pierre Mustier ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Il giornale britannico ha scritto che l’istituto di piazza Gae Aulenti non ha ancora messo in atto un approccio formale e che le trattative sarebbero ancora in una fase preliminare.Mustier considererebbe SocGen, della quale è stato a capo della banca d’investimento, un partner ideale per Unicredit, poiché ne rafforzerebbe l’investment banking e le operazioni nell’Europa orientale. Per SocGen, invece, uno dei principali vantaggi sarebbe quello di ottenere una posizione di leadership in Italia e in Germania, sia nel retail sia nel corporate banking. In ogni caso, secondo fonti di mercato interpellate da Ft, SocGen, che è la seconda banca in Francia, non sarebbe pronta a un’operazione di aggregazione almeno per un altro anno. Inoltre l’operazione andrebbe incontro a diverse difficoltà: a parte le turbolenze politiche dell’Italia, le autorità di controllo potrebbero accendere un faro sulla combinazione di due istituti bancari ritenuti di importanza sistemica.

Unicredit ha una capitalizzazione di 32,76 miliardi di euro e Société Générale di 30,32 miliardi. In borsa i due titoli, dopo un’apertura in forte rialzo, hanno decisamente rallentato: Unicredit ha perso lo 0,83%, in linea peraltro con le altre banche a Piazza Affari, mentre a Parigi SocGen ha chiuso in rialzo frazionale (+0,73%).

Le voci, anche prima della smentita, non hanno sorpreso gli analisti: Equita sim spiegava che si tratta di un’opzione molto difficile da realizzare, vista anche l’attuale fase di incertezza politica in Italia. Secondo Jefferies «il contesto politico e normativo restano ostacoli significativi»: la banca italiana è a metà del suo piano di ristrutturazione e questo rende improbabile che i manager possano contemplare un’acquisizione a breve termine. «Continuiamo a pensare che un’operazione di m&a che coinvolga Unicredit sia scarsamente probabile, in assenza soprattutto di un’unione bancaria».

Intanto Société Générale ha raggiunto un accordo per risolvere, con le autorità americane e francesi, le dispute giudiziarie sugli interessi Libor e sulla Libia. La banca non ha rivelato l’ammontare delle sanzioni, anche se assicura che «non avranno impatto sui risultati». Il mese scorso SocGen aveva rivelato di avere messo da parte un miliardo di euro per le due dispute. L’istituto fa parte di un gruppo di banche che avevano negoziato un accordo sul Libor con il dipartimento alla giustizia Usa: ci sono anche Barclays, Royal Bank of Scotland, Goldman Sachs e Bnp Paribas. I problemi con la Libia erano invece legati a tangenti pagate durante il regime di Gheddafi.

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