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Il 110% vuole 1/3 delle quote

Le decisioni delle assemblee condominiali chiamate ad approvare eventuali finanziamenti ponte finalizzati agli interventi agevolati nonché l’opzione per la cessione o lo sconto in fattura del superbonus, saranno valide se adottate da un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo delle quote condominiali complessive.

Ai fini del superbonus, inoltre, l’accesso autonomo dall’esterno va inteso come un accesso indipendente, non comune ad altre unità immobiliari, chiuso da cancello o portone d’ingresso che consenta l’ingresso dalla strada o da cortile o giardino anche di proprietà non esclusiva. Semplificate, infine, anche le asseverazioni e attestazioni tecniche per gli interventi eseguiti nei comuni italiani colpiti dagli eventi sismici del 2016 (Marche e Umbria) e del 2009 (L’Aquila e comuni limitrofi), oltre alla possibilità di ottenere un superbonus maggiorato fino al 160%, norma sulla quale però si è registrato ieri l’alt della ragioneria generale dello stato. Sono le novità apportate alla disciplina del superbonus del 110% per l’efficientamento energetico dal decreto agosto (dl 14 agosto 2020, n.104), approvato in commissione e da ieri all’esame dell’aula del Senato per il via libera con fiducia (il testo passerà poi alla Camera dove deve essere convertito entro il 13 ottobre prossimo).

La novità più rilevante riguarda la definizione di accesso autonomo dall’esterno che il legislatore ha deciso di avocare a sé per porre fine alle varie, e spesso difformi, interpretazioni circolate. Per far ciò si è così deciso di aggiungere un nuovo comma, 1-bis, all’articolo 119 del dl 34/2020 nel quale è espressamente previsto cosa debba intendersi con tale termine. Importante anche la semplificazione introdotta nelle procedure di delibera assembleare dei condomini. In pratica il meccanismo semplificato di delibera assembleare introdotto proprio dall’articolo 63 del decreto Agosto, sarà utilizzabile non solo per dare il via agli interventi agevolati ,ma anche per accedere, se necessario, ad un finanziamento di natura provvisoria e per l’esercizio dell’opzione per la cessione del credito o per lo sconto in fattura.

Sempre nell’ottica di snellire, per quanto possibile, le procedure tecnico-amministrative sulle quali si basa la normativa, vero e proprio tallone d’Achille del superbonus, uno degli emendamenti approvati in commissione, prevede espressamente che per la presentazione dei titoli abitativi relativi agli interventi sulle parti comuni che beneficiano degli incentivi, le asseverazioni dei tecnici abilitati in merito allo stato legittimo degli immobili plurifamiliari, di cui all’articolo 9-bis del dpr 6 giugno 2001, n. 380, e i relativi accertamenti dello sportello unico, sono riferiti esclusivamente alle parti comuni degli edifici interessati dai medesimi interventi. Ciò dovrebbe consentire ai professionisti abilitati al rilascio delle asseverazioni sia un minor carico di lavoro che di responsabilità.

Infine, allo scopo di favorire la ricostruzione nelle zone d’Italia colpite dagli ultimi eventi sismici, uno degli emendamenti approvati in commissione prevede la possibilità di innalzare di un ulteriore 50% il superbonus per gli interventi su immobili ubicati in tali comuni. Più in dettaglio si tratta delle zone colpite dal terremoto dell’estate 2016 e di quello del 2009. La norma però come detto è stata stoppata ieri sera dalla Ragioneria.

A seguito delle novità sopra descritte, l’art. 119 del decreto Rilancio si è ulteriormente arricchito ed ampliato.

Le modifiche a getto continuo alla normativa del Superbonus rendono evidente che la scadenza temporale del 31 dicembre 2021 non potrà essere rispettata e fa già capolino, anche per consentire di progettare ed effettuare gli interventi con una certa tranquillità, la necessità di una proroga.

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