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«Il 110% rafforzato con il Recovery Lo vogliono Paese e Parlamento»

Sottosegretario Fraccaro, il primo round sul Superbonus fra voi e il ministro Gualtieri con la proroga al 2022 in legge di bilancio è per lei una mezza vittoria, un’occasione persa o un permanere in uno stato di incertezza?

Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare e dire che il Parlamento ha fatto un lavoro straordinario, supportato anche dal governo, con un tavolo delle forze di maggioranza che ha affrontato molti aspetti, anche giuridici e tecnici, e ha portato a casa un risultato che io considero ottimo, a partire dalla proroga che di fatto consente per le abitazioni unifamiliari di poter concludere i lavori entro giugno 2022, per i condomini entro la fine del 2022 e per gli Iacp a metà del 2023. Aggiungiamo che nella legge di bilancio ci sono anche semplificazioni ed estensioni molto importanti.

Ci arriviamo. Ma restiamo ancora un momento sulle ulteriori possibili proroghe o estensioni. Il secondo round è con le risorse del Recovery Fund in discussione in queste ore?

È anzitutto con il Recovery Fund, certamente, ma ricordo che c’è anche lo scostamento di gennaio. Sul Recovery si sta lavorando in queste ore, anche con la Ragioneria generale e il ministero dell’Economia.

Si è parlato di una dote complessiva per il Superbonus nel Recovery Plan di 20 miliardi, di cui però 15 sostitutivi e 5 aggiuntivi. Il suo obiettivo è far crescere la quota di quelli aggiuntivi per aver più risorse?

Quello è l’obiettivo e si sta appunto lavorando con Rgs e Mef. Ma ricordo che l’approvazione dello schema di Piano da parte del Cdm, che il Presidente del Consiglio vorrebbe fare entro fine anno, è solo il primo passaggio e che poi ascolteremo le parti sociali e soprattutto si dovrà pronunciare il Parlamento. Sul Superbonus sento una convergenza di tutto il Paese, il mondo produttivo, l’edilizia, le associazioni ambientaliste, i sindacati, i professionisti, le banche e la finanza. Realtà che non si erano mai sedute allo stesso tavolo e ora spingono tutte insieme a supporto di questa visione del Paese. E anche tutte le forze politiche in Parlamento sono favorevoli all’estensione. La partita non finisce con la decisione del Consiglio dei ministri.

Per lei, che è unanimemente considerato il padre di questa norma, è una bella soddisfazione tutto questo consenso.

Per chi fa politica credo non ci possa essere niente di più bello che proporre un’idea, vederla approvata, realizzarla e sentire che il Paese la sostiene e ci crede.

Facciamo una parentesi sul Recovery Plan, il tema politico di queste ore. Quali sono le priorità del M5s?

Sono state dichiarate pubblicamente dal capodelegazione Alfonso Bonafede ieri al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio. Il Superbonus è certamente una priorità assoluta per una reale svolta green e una trasformazione radicale del nostro sistema economico. Proprio il Superbonus conferma che per la prima volta nella storia, in questo momento drammatico, abbiamo una opportunità straordinaria: mettere insieme investimenti in sostenibilità ambientale e crescita economica. Va colta in pieno. Le altre priorità M5S sono la digitalizzazione, a partire dalla Pa, l’inclusione sociale e la scuola. La scuola è il luogo dove lo Stato incontra per la prima volta le nuove generazioni. Servono scuole green e sostenibili e devono essere sostenibili anche i sistemi di trasporto pubblico per arrivare a scuola.

Come pensa che sarà modificato il Recovery Plan rispetto alla prima bozza?

Con una riduzione del numero di interventi e una maggiore concentrazione su quelli più significativi, più fattibili e che garantiscano di mettere a terra rapidamente le risorse disponibili.

Torniamo al Superbonus. Parlava di estensioni e semplificazioni comprese nella norma approvata in legge di bilancio. Cosa le sembra opportuno segnalare?

Anzitutto il fatto che, allargando il Superbonus anche ad ascensori e montacarichi, abbiamo incluso nell’incentivo anche l’eliminazione delle barriere architettoniche. Un’altra grande vittoria. E poi la questione del proprietario unico: chi possiede fino a un massimo di quattro unità abitative ora potrà svolgere i lavori sulle parti comuni e anche sulle singole unità abitative, sempre nel limite di due per singolo beneficiario.

Capitolo semplificazioni. Sta venendo fuori un problema molto serio di tipo procedurale a causa degli archivi non digitalizzati dei comuni e dello smart working nella Pa. I ritardi riguardano soprattutto l’attestazione della doppia conformità urbanistico-edilizia dell’edificio al momento attuale e a quello del tempo di costruzione. Quali sono le misure varate e sono sufficienti per risolvere il problema?

Anzitutto dico che è vero, quella criticità risulta anche dai dati che abbiamo noi. E intendiamo risolverla. Da una parte ci segnala che bisogna appunto procedere molto rapidamente con la digitalizzazione della Pa nel Recovery. Nella legge di bilancio abbiamo poi messo un fondo da 10 milioni di euro che permette ai comuni di assumere professionisti che li aiutino a istruire e smaltire le pratiche. Voglio però vedere anche l’aspetto positivo. La criticità esiste perché le domande sono veramente tante: moltissime persone che mai avrebbero pensato di ristrutturare casa si stanno attivando proprio grazie al Superbonus al 110%.

L’ipotesi di sospendere temporaneamente la doppia conformità, che da qualcuno è stata proposta, non vi trova d’accordo?

La soluzione, come ho detto, è sostenere i comuni a velocizzare il lavoro anche perché questa diventa l’occasione per evidenziare piccole irregolarità e mettere a norma gli edifici, con l’effetto di accrescere inoltre le entrate per lo Stato.

Sente ancora interesse e quasi entusiasmo per la misura, come all’inizio, o incertezze e titubanze rischiano di frenare gli investimenti delle famiglie e dei condomini?

Oggi sento ancora più entusiasmo e la voglia di tradurre la norma in lavori. Questo mi conferma che la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta e dobbiamo rafforzarla ulteriormente per dare maggiori certezze a cittadini e operatori di mercato.

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