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110%, paletti alla coibentazione

Per l’Agenzia delle entrate, nel calcolo della superficie disperdente lorda, ai fini della fruibilità della detrazione del 110%, da raggiungere con la coibentazione, non è possibile utilizzare la superficie del sottotetto non riscaldato. Questa precisazione, che va oltre il tenore letterale delle disposizioni vigenti, è stata fornita dall’Agenzia delle entrate – direzione centrale persone fisiche, con la risposta (n. 956-1242/2021) di pochi giorni fa a un interpello, di cui alla lett. a), comma 1, art. 11 della legge 212/2000, presentato lo scorso 13 marzo avente ad oggetto la detrazione maggiorata del 110%, di cui all’art. 119 del dl 34/2020.

Preliminarmente, è necessario evidenziare che i tetti sono stati inclusi nella superficie disperdente lorda degli edifici, ai fini dell’applicabilità del superbonus al 110% sugli interventi di isolamento termico dell’involucro esterno; la novità è intervenuta grazie alle recenti modifiche introdotte nella lett. a) del comma 1 dell’art. 119 del dl 34/2020, a cura della lett. a), comma 66, dell’art. 1 della legge 178/2020 (legge di Bilancio 2021).

In effetti, ai sensi dell’attuale lett. a) del comma 1 dell’art. 119 del dl 34/2020, la prima tipologia di interventi di efficienza energetica, trainanti ai fini del superbonus, è quella degli interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda (più noto come cappotto). Con riferimento ai detti interventi l’Agenzia (circolare 24/E/2020 § 2.1.1) ha precisato che la superficie disperdente lorda, delimitante il volume riscaldato, rispetto alla quale deve essere verificato il requisito del superamento del 25%, è data dalle superfici opache verticali (pareti generalmente esterne), orizzontali (coperture, pavimenti) e inclinate delimitanti il volume riscaldato, verso l’esterno o verso vani non riscaldati che rispettino i requisiti di trasmittanza «U» (dispersione di calore), espressa in W/m2K, definiti dal decreto del ministro dello sviluppo economico dell’11/3/2008 e che i parametri cui far riferimento sono quelli applicabili alla data di inizio dei lavori.about:blank

L’Agenzia ha ulteriormente chiarito che, ai fini della verifica del superamento del 25% della superficie disperdente lorda, si può tenere conto anche degli interventi e delle relative spese destinate alla la coibentazione del tetto, a condizione che il tetto sia elemento di separazione tra il volume riscaldato e l’esterno. Da qui l’interpello del contribuente il quale, quale proprietario di una villetta a schiera, ha intenzione di eseguire un intervento di isolamento termico sui tre lati dell’unità immobiliare, beneficiando del 110%, ma isolando anche il tetto della villetta, il quale non delimita una superficie riscaldata dell’abitazione, giacché è presente un sottotetto, attualmente non abitabile, che non costituisce un ambiente riscaldato.

Le Entrate richiamano le fonti normative e i più recenti documenti di prassi (circ. 24/E/2020, circ. 30/E/2020 e risoluzione 60/E/2020) ma, con particolare riferimento al computo della superficie disperdente lorda, osserva che per effetto della recente modifica, a cura della legge di Bilancio 2021, nell’ambito degli interventi trainanti destinati all’efficientamento energetico, rientrano anche gli interventi di coibentazione del tetto, senza limitare il concetto di superficie disperdente al solo locale sottotetto eventualmente esistente; si richiama, infatti, il n. 2, della lett. a), del comma 66 dell’art. 1 della legge 178/2020.

Per effetto di detta modifica normativa, l’Agenzia prende atto che nella detrazione del 110% rientrano anche gli interventi di coibentazione del tetto, nel rispetto dell’ulteriore condizione che l’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda sia raggiunto, testualmente, con la coibentazione delle superfici che, nelle situazioni ante intervento, delimitino il volume riscaldato verso l’esterno, vani freddi o terreno.

La conseguenza, però, è che, ai fini del calcolo della percentuale indicata per la superficie disperdente lorda, non può rientrare la superficie del tetto giacché il sottotetto non risulta essere riscaldato; questa interpretazione, alquanto restrittiva, appare ultra norma perché la stessa lett. a), comma 1 dell’art. 119, recentemente novellata, non pone alcuna condizione ma si limita a stabilire che «gli interventi per la coibentazione del tetto rientrano nella disciplina agevolativa, senza limitare il concetto di superficie disperdente al solo locale sottotetto eventualmente esistente».

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