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110%, no problem se proprietario e azionista coincidono

Non vi sono esclusioni da parte dei soggetti che possono eseguire gli interventi che beneficiano del superbonus al 110%. Anzi, in ordine all’affidamento dei lavori, per l’esecuzione degli interventi agevolati con la detrazione maggiorata del 110%, l’Agenzia delle entrate (circolare 30/E/2020, § 4.5.8) ha precisato che non sussistono preclusioni di sorta al fatto che l’azionista di riferimento e l’amministratore della società cui sono affidati i lavori sia anche il proprietario degli immobili oggetto dell’intervento.

La documentazione è quella fiscalmente valida ovvero la fattura elettronica dal soggetto (partita Iva) al soggetto (privato) con le indicazioni prescritte dall’art. 21 del dpr 633/1972.

Questo uno dei chiarimenti forniti dagli esperti ai quesiti del pubblico al IV Forum dei dottori commercialisti ed esperti contabili del 14 gennaio scorso organizzato da ItaliaOggi (si veda ItaliaOggi del 15 gennaio 2021). Vediamo alcune delle domande poste, con le relative risposte.

Immobili a utilizzo promiscuo

È stato posto il seguente caso: immobile accatastato A/3 con due entrate indipendenti, intestato ad un professionista il quale per due terzi è ad uso abitazione e 1/3 ad uso ufficio. La tesi del proponente è: non applicabilità del superbonus in quanto è uso promiscuo e possibilità di beneficiare solo del recupero del 50%.

Se il professionista, avendo un’entrata indipendente, procede con l’accatastamento dell’ufficio in A/10 quindi scorporandolo dall’originario A/3, può godere del superbonus sulla parte abitativa? Dagli esperti è giunto il via libera a entrambe le possibilità.

Quindi, nel caso si proceda nell’accatastamento separato delle due unità, la detrazione maggiorata potrà essere fruita sulla parte residenziale, con esclusione dell’ufficio.

Se si vuole evitare di fare lo scorporo, con la risposta all’interpello 9/12/2020 n. 570, l’Agenzia delle entrate ha precisato che la detrazione maggiorata del 110% è applicabile anche per gli interventi che hanno per oggetto immobili utilizzati dal soggetto beneficiario, che sostiene le relative spese detraibili, promiscuamente per l’abitazione e l’esercizio dell’attività imprenditoriale, artistica o professionale.

Gli immobili delle persone fisiche adibiti ad uso promiscuo (strumentali per l’arte o la professione, oppure che costituiscono beni relativi all’impresa), quindi, ai sensi della lettera b) del comma 9 dell’art. 119 del dl 34/2020, non sono esclusi tout-court dalla detrazione 110%, e, analogamente alla detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio (comma 5, dell’art. 16-bis del dpr 917/1986), qualora siano realizzati interventi di riqualificazione energetica ammessi al 110% su immobili residenziali adibiti promiscuamente all’esercizio dell’arte o della professione, ovvero all’esercizio dell’attività commerciale, la detrazione spetta limitatamente al 50% delle spese effettivamente sostenute, aggiungo a prescindere dal rapporto di utilizzo.

Demolizione e ricostruzione

Nelle risposte alla domande frequenti (faq) del ministero viene precisato che l’agevolazione del 110% spetterebbe anche agli edifici da demolire e ricostruire.

Il quesito riguardava la possibilità di fruire del 110% su un grezzo su un piccolo appezzamento di terreno (non in condominio) avente un piano terra coperto anche ai lati ed un primo piano anch’esso coperto anche ai lati ma ancora da ultimare (senza utenze attive). In proposito, la disciplina recata dall’art. 119 del dl 34/2020, è stata recentemente modifica dalla legge di bilancio 2021 e, in particolare, la lettera c), del comma 66, dell’art. 1 della legge 178/2020, prevede l’inclusione nell’ambito di applicazione della disciplina del 110% degli «edifici privi di attestazione di prestazione energetica perché sprovvisti di copertura, di uno o più muri perimetrali, o di entrambi», purché al termine degli interventi, che devono comprendere anche quelli di isolamento termico dell’involucro dell’edificio, di cui alla lettera a) del comma 1 dell’art. 119, anche in caso di demolizione e ricostruzione o di ricostruzione su sedime esistente, raggiungano una classe energetica in fascia A (comma 1-quater).

Posto dunque il rispetto di tutte le altre condizioni e degli adempimenti obbligatori, per gli interventi anzidetti, l’immobile può fruire della detrazione maggiorata.

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