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Il 110% chiede semplificazioni

Il superbonus del 110% non discrimina tra nord e sud. L’interesse per la nuova maxi detrazione fiscale è generalizzato e riguarda ogni parte d’Italia. Serve però semplificare la parte documentale e concedere più tempo perché la partita possa essere giocata con più tranquillità. La mole di documenti attualmente prevista per poter accedere alla cessione del credito o allo sconto in fattura, sta mettendo in difficoltà gli operatori e gli intermediari già scesi in campo che, in molti casi, hanno dovuto organizzare vere e proprie piattaforme specifiche tramite le quali, grazie a contratti di partnership con soggetti esterni qualificati, si procede al controllo ed alla verifica dei requisiti.

Anche il fattore temporale può svolgere un ruolo fondamentale. Con il 2020 che si è praticamente speso per mettere a punto le procedure operative, avere un solo anno, il 2021, per poter aprire i cantieri ed eseguire tutti gli interventi progettati rischia di creare una corsa all’esecuzione che potrebbe avere conseguenze poco edificanti, soprattutto in termini di qualità dei lavori stessi.

In generale, a parte queste riflessioni finalizzate ad un miglioramento della normativa, il tema del superbonus, sta suscitando grande interesse in tutto il paese. Senza distinzioni, almeno per una volta, fra il nord ed il sud dell’Italia.

Sono questi, in estrema sintesi, i contenuti salienti della tavola rotonda sul superbonus edilizio tenutasi ieri pomeriggio nel corso dei lavori della Milano Finanza digital week.

Anna Roscio, executive director direzione sales & marketing imprese di Intesa Sanpaolo, ha fornito anche alcuni primi numeri che testimoniano il grande interesse suscitato dalla possibilità di monetizzare il superbonus. Ad oggi, dopo poco più di un mese da quando abbiamo lanciato il nuovo prodotto sul mercato, ha precisato, abbiano già 1.200 progetti caricati sulla nostra piattaforma in collaborazione con Deloitte.

Situazione pressoché analoga anche in Unicredit, per la quale Fabio Mucci, head of small business & financing products, ha confermato l’interesse per la cessione o lo sconto in fattura del superbonus proveniente da ogni parte d’Italia.

La sensazione è che siamo di fronte alla nascita di un mercato generalizzato ed istituzionalizzato dei crediti d’imposta. La discesa in campo delle più importanti banche operanti nel paese è solo la conferma che stanno per aprirsi nuovi scenari, per i quali è però necessario concedere più tempo, prorogando l’attuale scadenza di fine lavori prevista al 31/12/2021.

Che il superbonus possa muovere interessi disparati lo dimostra anche la discesa in campo di Generali Italia. Massimo Monacelli, chief property & casualty officer del colosso assicurativo ha spiegato infatti come la disciplina che regola la nuova agevolazione fiscale preveda, in più parti, anche uno specifico ruolo per le compagnie assicurative. La possibilità di assicurare gli immobili dal rischio sismico, con premi detraibili fiscalmente al 90%, dovrebbe costituire un volano che i proprietari immobiliari potranno sfruttare, ha precisato Monacelli.

Anche le società che erogano servizi essenziali, le c.d. utilities, sono già scese o si apprestano a scendere sul mercato del superbonus. Ne è convinto Isidoro Lucciola, presidente e ceo di Appeal Strategy & Finance, secondo il quale saranno necessari anche investimenti in piattaforme digitali per velocizzare e facilitare l’esame delle pratiche. Dai lavori della tavola rotonda è emerso dunque che il titolo della stessa, Superbonus & c., nasce il mercato digitalizzato dei crediti fiscali, è ormai già una realtà.

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