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Alert per mini importi

Segnalazioni di operazioni sospette per piccoli importi. Sono 16.502 infatti gli alert effettuati per un valore ricompreso tra zero e 50 mila euro. Oltre i 100 milioni di euro le operazioni «anomale», ai fini anti riciclaggio, sono solo 41. Lo evidenzia l’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia nei quaderni statistici antiriciclaggio 2017. Importi piccoli e medi, dunque, per un rapporto inversamente proporzionale con il rischio indicato dal segnalante. Delle segnalazioni per oltre i 100 mila euro, infatti, il rischio antiriciclaggio alto è valutato intorno al 50% mentre per quelle tra zero e 50 mila euro il range più elevato è quello di un rischio medio-basso.Tra operazioni eseguite e segnalate al sistema e operazioni non eseguite per palese truffa o blocco dopo l’allarme sotto gli occhi delle sentinelle antiriciclaggio sono passati 31 miliardi e mezzo di operazioni eseguite e 9,7 mld di operazioni non eseguite.

Non solo il report fornisce anche un’elencazione dei motivi che spingono banche e intermediari a attivare le procedure antiriciclaggio. Per i professionisti il campanello d’allarme suona per la categoria del comportamento sospetto mentre per gli intermediari, più soggetti ad automatismi procedurali si avvia la segnalazione per le rilevazioni allo sportello o il controllo delle strutture centrali.

L’Uif fornisce anche un range per classi temporali degli inoltri delle Segnalazioni di operazioni sospette (Sos) per categorie di segnalante.

I più veloci e reattivi sono i notai, nove giorni di tempo tra quando si verifica l’evento e la segnalazione, più lenti avvocati e società di revisione che lasciano intercorrere i primi 100 e i secondi 220 giorni di tempo.

Gli intermediari finanziari (banche e poste ci mettono rispettivamente 45 e 28 giorni.

La fotografia delle complessive segnalazioni antiriciclaggio nel 2017 vede evaporare l’effetto voluntary disclosure che aveva l’anno scorso fatto segnare un vero e proprio boom da parte dei professionisti. Nel secondo semestre del 2017 l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, si legge nella nota introduttiva, ha ricevuto 44.617 segnalazioni di operazioni sospette; alla progressiva riduzione delle segnalazioni di voluntary disclosure, pari a 2.312 unità rispetto alle 7.477 dello stesso periodo del 2016, va ascritto il decremento complessivo (-9,1%) delle segnalazioni ricevute. Al netto di tale componente, nel semestre le segnalazioni di riciclaggio sono lievemente aumentate rispetto a quelle pervenute nello stesso periodo dell’anno precedente (1,3%); quelle relative al finanziamento del terrorismo si sono incrementate in misura significativa (506 a fronte di 314, con un aumento del 61,1%).

Nel complesso del 2017, sono state acquisite 93.820 segnalazioni, con una riduzione, sempre connessa all’esaurirsi delle segnalazioni indotte dalla voluntary disclosure, del 7,2% rispetto al 2016.

La flessione delle segnalazioni connesse con la procedura di regolarizzazione si è riflessa sui livelli di partecipazione al sistema segnaletico da parte delle banche e di alcune categorie di soggetti obbligati non finanziari, quali commercialisti, avvocati e studi associati o interprofessionali. Tuttavia nel secondo semestre del 2017, l’incidenza del comparto non finanziario è nel complesso aumentata dal 9,1 al 10,4% in relazione all’incremento delle segnalazioni di riciclaggio inoltrate dai notai e dai prestatori di servizi di gioco.

Cristina Bartelli

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