Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

La Bce prepara la risposta sulle sofferenze creditizie

La Banca centrale europea prepara una risposta al presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, che in una lettera al presidente della Bce, Mario Draghi – pubblicata sul Sole 24 Ore di martedì scorso 10 ottobre – aveva osservato che nelle sue linee guida, rese note per consultazione la settimana scorsa, sul trattamento dei nuovi crediti deteriorati (Npl) nei bilanci delle banche, l’istituto di Francoforte sarebbe andato al di là delle sue competenze.
L’aggiunta alle linee guida sugli Npl delle banche, ha precisato ieri un portavoce della Bce, rientra nel perimetro del mandato della vigilanza europea esercitata dalla Bce stessa. Nelle prossime ore, secondo lo stesso portavoce, probabilmente nella giornata di oggi, la Bce invierà una lettera al presidente dell’Europarlamento per rispondere ai dubbi sollevati sulla questione. «Come prevede il secondo pilastro, l’addendum riguarda gli orientamenti e le specifiche aspettative della vigilanza Bce», ha aggiunto il portavoce, che ha definito una «forzatura» vedere un disaccordo fra la Commissione europea e la Bce sulla questione dei crediti deteriorati.
Il documento della Bce prevede che le banche realizzino un accantonamento del 100% dei crediti non garantiti dopo due anni e di quelli garantiti entro sette anni. La proposta è sottoposta ora a consultazione, ma l’obiettivo della vigilanza è finalizzarla entro dicembre in modo che possa entrare in vigore dal gennaio 2018. L’addendum riguarda i nuovi crediti deteriorati ma la Bce ha indicato anche, nella sua nota di settimana scorsa, che nel primo trimestre dell’anno prossimo intende affrontare anche la questione dello stock degli Npl, problema particolarmente acuto per le banche italiane e di alcuni altri Paesi dell’Eurozona.
L’annuncio ha scatenato vivaci polemiche in Italia, sia da parte delle banche che delle imprese, che temono una stretta creditizia. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha sottolineato la necessità di gradualità negli interventi. Tajani, nella lettera a Draghi, ha sollevato soprattutto una questione di metodo e di rispettive competenze delle istituzioni europee. Si è dichiarato «profondamente preoccupato» per le modalità con cui l’azione della vigilanza sugli Npl è stata intrapresa e si chiede se «ulteriori obblighi specifici» possano essere imposti alle banche «senza un appropriato coinvolgimento dei co-legislatori nel processo decisionale». Invitando a «evitare una controversia inter-istituzionale su questo tema».
La questione è rimbalzata anche a Washington, dove in questi giorni è in corso l’assemblea annuale di Fondo monetario e Banca mondiale. La linea della Bce ha ricevuto un sostanziale appoggio da parte dell’Fmi, che ha sostenuto che bisogna accelerare lo smaltimento degli Npl e la ripulitura dei bilanci bancari. Il Fondo ha notato peraltro, per bocca di uno dei suoi economisti, Peter Dattels, responsabile del rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria, che sono stati compiuti dei progressi e che entro fine anno le banche italiane avranno ceduto circa 65 miliardi di crediti deteriorati, con la parte del leone da attribuirsi alle operazioni di Unicredit e Mps. La presenza di un’alta percentuale di Npl nei bilanci bancari è di per sé una possibile fonte di stretta creditizia, ha detto il capo economista dell’Fmi, Maurice Obstfeld.
In una nota diffusa ieri sera, l’agenzia Moody’s ha dichiarato che le disposizioni della Bce avranno un impatto negativo sul rating delle banche che hanno un alto livello di crediti problematici e una bassa copertura. Questo potrebbe creare dei problemi per alcuni istituti, specie quelli che non hanno capitale sufficiente.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa